Bernardi: «È un playoff diverso, ma conta solo vincere»
Il tecnico della Gas Sales Piacenza, domani avversaria della Leo Shoes: «In ogni manifestazione a cui partecipi l’obiettivo deve essere il successo»
Francesco Cottafava
Modena e Piacenza avevano altri obiettivi per questo finale di stagione. Giani e Bernardi, nonostante problemi di carattere diverso che hanno complicato le stagioni delle due formazioni emiliane, in questo momento avrebbero voluto essere al posto di Monza a sfidare Perugia nella semifinale playoff scudetto, o al posto di una tra Trento e Lube. Invece entrambe le squadre sono uscite nei quarti di finale e si devono accontentare dei playoff validi per il quinto posto. Modena e Piacenza sono piene di campioni, fuoriclasse che hanno vinto tanto in ambito nazionale ed internazionale, sicuramente meno stimolati da questa post season rispetto a chi, soprattutto i giovani, fino a questo punto della stagione ha giocato meno.
«Ho sentito l'intervista di Bernardi dopo la partita Piacenza-Verona, anche lui ha parlato chiaramente. Questo è un playoff diverso, perché esci da un altro che ha indubbiamente maggior valore. Alcuni giocatori non hanno il consueto fuoco dentro» ha commentato Giani, che conosce perfettamente le dinamiche di queste vicende. Bernardi infatti per avere la meglio di Verona, dopo essersi trovato in svantaggio 2-0, ha dovuto sostituire Baranowicz con Izzo, con il secondo che ha cambiato volto al match grazie alla sua voglia di giocare dopo una stagione in panchina. Anche in casa gialloblù i migliori sono stati i giovani (Rinaldi, Bossi e Sanguinetti), vogliosi di dimostrare il proprio valore.
Queste le parole di Lorenzo Bernardi: «Sono molto soddisfatto di come ha reagito la squadra e dell’approccio avuto da chi è stato chiamato in causa. Qualcuno per vari motivi durante l’anno ha giocato poco, oggi tutti si sono fatti trovare pronti. E’ una nota molto molto positiva. Era preventivabile ci mancasse un po’ il ritmo gara. Prima della partita alla squadra ho detto che quando si partecipa a un torneo bisogna sempre partire per vincere. Poi non è detto che uno ci riesca, ma se esci sconfitto deve essere solo per merito dell’avversario e non per demerito tuo. La mentalità si costruisce piano piano, ma alla base di tutto per saper vincere bisogna vincere. L’unica medicina che esiste è il successo. Importa relativamente come arriva, il primo concetto deve essere: gioco per conquistare la vittoria. E questo devi averlo sia quando giochi una semifinale scudetto sia in un play off per arrivare quinti».
Vedremo domani chi, tra Modena e Piacenza, avrà più voglia di vincere. —
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