Sinner perde la finale di Miami, ma è l’Italia più forte di sempre
Il prodigio altoatesino deve inchinarsi in due set (76 64) al polacco Hurkacz Record storico: dieci gli azzurri che figurano tra i primi 100 della classifica Atp
Miami. Jannik Sinner non riesce a mettere a segno il colpo finale a Miami. La favola è svanita proprio all’ultima prova: Jannik Sinner ha perso contro il polacco Hubert Hurkacz la finale del singolare. Successo in due set per il polacco, 7-6, 6-4. Un match ricco di belle giocate offerte da entrambi i tennisti, che ha anche visto il 19enne azzurro protagonista di una grande rimonta nel secondo set, quando era sotto di 4 giochi a zero e si è portato a meno 1 dall’avversario. Il quale però non si è fatto prendere dal nervosismo e ha quindi mantenuto gli ultimi due turni di battuta, chiudendo il match e conquistando il torneo.
Per Sinner comunque la grandissima soddisfazione di essere arrivato alla finale, aver accarezzato il sogno di vincere il suo primo Atp, il che avrebbe fatto di lui il più giovane italiano nella storia a conquistare un successo in questo circuito. Per il talento azzurro e per tutta l'Italtennis è un momento magico. È una Pasquetta storica per tutto il movimento che festeggia la presenza di 10 azzurri tra i primo 100 del mondo: una cifra record, un'Italia così in alto non si era mai vista, vincente come non accadeva da tantissimi anni.
Con il secondo posto al Masters 1000 in Florida Sinner vola al 23esimo posto: il successo poi nel challenger di Marbella riporta Gianluca Mager tra i primi 100 della classifica mondiale e per la prima volta l'Italia ne può contare dieci. Un dato che certifica una volta di più la straordinaria salute del movimento tricolore, impreziosita anche da un top 10, due top 20 in classifica mondiale e dai continui progressi dei Next Gen Sinner e Lorenzo Musetti, con i suoi 19 anni appena compiuti il più giovane giocatore nella Top 100. Conferma sulla decima poltrona per Matteo Berrettini (al rientro nel circuito questa settimana, a Cagliari, in doppio con il fratello Jacopo) a novembre 2019 entrato prepotentemente in Top 10 a coronamento di una stagione in continua ascesa - quarto italiano nell'Era Open a riuscire in tale impresa e terzo per record in classifica dietro Panatta (numero 4) e Barazzutti (numero 7) e davanti a Fognini (numero 9), mentre perde una posizione Fabio Fognini, ora al 18° posto. La finale a Miami - la prima in un Masters 1000 - consente a Sinner di guadagnare altri otto posti e balzare al numero 23, ritoccando ancora il proprio best ranking (sono 116 i punti che lo separano dalla Top 20): «Dalla sconfitta - commenta il tennista altoatesino - posso imparare molte cose, anche se è difficile per me parlare subito perché nella testa sono ancora dentro la partita. Comunque credo che da fondo comandavo io il gioco. Per me la cosa più importante è aver dimostrato che sono migliorato rispetto all'ultimo torneo. Il miglioramento conta più di tutto per me. Devo ancora parlare con il team della partita - spiega Sinner -. Mi piace sentire la loro opinione, poi decideremo su quale parte del mio gioco lavorare per migliorare. Anche se credo di dover migliorare tutto, dal punto di vista anche fisico e mentale».
Binaghi, presidente della Federtennis applaude Sinner e il tennis azzurro: «Avere dieci giocatori nei primi cento del mondo è un successo di tutto il movimento tennistico italiano, a cui la federazione dà l’impostazione, e che quindi sento nostro. Sono comunque orgoglioso per lo straordinario risultato di Jannik Sinner, merito suo, del suo team e della famiglia». —
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