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volley. playoff per la challenge cup 

Leo Shoes bella e motivata al punto giusto: a Vibo prima vittoria nella corsa all’Europa

Fabio Rossi
Leo Shoes bella e motivata al punto giusto: a Vibo prima vittoria nella corsa all’Europa

Anche senza coach Giani, Stankovic e Gollini, rimasti a Modena, i gialloblù giocano un ottimo match e lo chiudono sul 3-0

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Fabio Rossi

Una lunga storia, almeno a lieto fine: settimana intensa davvero per Christenson e compagni ad un passo dal rinunciare alla trasferta in Calabria dove trovano invece il primo sorriso in questi playoff per la Challenge Cup.

Modena non si fa mancare davvero nulla e in un paio di giorni passa dai tamponi con la bellezza di cinque positivi, smentiti poi 24 ore dopo, a scendere in campo al PalaMaoata di Vibo Valentia in versione “rimaneggiata”, cioè senza coach Giani (con lui del gruppo squadra a casa anche Ciamarra e Tomasini) e, tra i giocatori, senza Stankovic e Gollini.

I presenti, però, guidati da Sebastian Carotti in panchina, decidono di dare un senso al momento e ci riescono alla grande: il 3-0, perentorio e meritatissimo, non cambierà di certo la storia di questa stagione, ma racconta, e molto bene, il modo in cui i gialli onorano l’impegno.

Questione di motivazioni, come spesso e volentieri accade nello sport: bravissimi Christenson e compagni a trovarle (e non era per nulla facile...), con Buchegger, “mvp” e top scorer con 19 punti, 17 su 28 in attacco e 61% in attacco, a cui vanno aggiunti i 6 muri e 5 ace di squadra a fare tutta la differenza del mondo.

Della meravigliosa Vibo capace di vincere al PalaPanini in regular season e arrivata ad un pallone dalla semifinale scudetto, invece nessuna traccia. Quella Vibo non c’è più e non solo perché Baldovin dà spazio alla panchina, con Gargiulo, Corrado e Dirlic titolari al posto di Rossard, infortunato, Aboubacar e Cester, ma perché i calabresi hanno palesemente finito ogni loro energia mentale.

LA PARTITA

In campo ci vanno Christenson in regia, Buchegger in diagonale al palleggiatore statunitense, Bossi e Mazzone, al rientro, sono i due centrali, Rinaldi e Petric i martelli con Grebennikov libero.

Coach Baldovin schiera Vibo Valentia con Saitta palleggiatore, Dirlic in zona 2, Corrado e Defalco sono gli uomini di posto 4, Chinenyeze e Gargiulo i due centrali.

A partire meglio sono proprio i calabresi: 2-0 con un break difeso con successo fino al 9-7, quando il parziale cambia decisamente padrone. Prima Buchegger pareggia a 11, poi Mazzone va in battuta e produce con i suoi servizi lo strappo sufficiente a mandare Modena avanti fino al 15-11.

Vibo, che ha sbagliato troppe battute, non riesce più a rientrare in partita e viene maltrattata da una Leo Shoes che concede poco e va al cambio di campo sul 25–17, 1-0.

Secondo set con gli stessi uomini da una parte e dall’altra e partita che prosegue con lo stesso trend, cioè con una Tonno Callipo che proprio non ha la forza per reggere il confronto in campo con i gialloblù. Dopo aver avuto la free-ball per il 7-7, murata da Mazzone, la squadra di casa si smarrisce e finisce sotto di 4 senza nemmeno accorgersene: 6-10.

Gioca invece in tutta souplesse Modena, con Buchegger che si gode la giornata e sfrutta molto bene l’occasione di essersi ritrovato titolare. Christenson va a nozze con l’opposto e la Leo Shoes nemmeno deve sudare più di tanto per gestire in modo perfetto il vantaggio iniziale, aumentando anzi il margine con Petric: 14-9.

Baldovin si gioca la carta del doppio cambio con Drame Neto in campo in prima linea, Vibo dà qualche segno di vita, con Defalco al servizio arriva anche 19-23, ma è solo questione di attimi perché Petric prima e Buchegger poi stringono i tempi e mettono a terra i palloni che valgono il 25-20, 2-0.

Set numero 3: quello apparentemente più combattuto, almeno così dice il punteggio, ma sul campo è sempre Modena a fare la voce grossa e a fuggire fino al 24-22 dove per la prima volta convnede qualcosa ai rivali. Vibo pareggia a 24 e a 25, ma la sentenza arriva di lì a poco con il 27-25 che vale il 3-0 e potrebbe anche ridare un senso a questa triste appendice stagionale. —



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