Il mondo del basket modenese piange coach Aurelio Rosignoli
Il 78enne allenatore aveva legato il suo nome a quello di Sassuolo e del suo movimento cestistico degli ultimi trent’anni
Fabrizio Morandi
Se ne è andato in punta di piedi venerdì Aurelio Rosignoli, storico coach della nostra Provincia. Aveva 78 anni ed aveva legato indissolubilmente il suo nome a quello di Sassuolo e del suo movimento cestistico negli ultimi trent’anni abbondanti.
Era stato colpito da diversi mesi purtroppo da un male incurabile che l’aveva costretto in una sedia a rotelle e che nell’ultimo mese è degenerato ulteriormente portandolo venerdì mattina alla morte a Castelfranco Emilia.
Appassionato del basket (e tennista per passione), grande conoscitore della tattica cestistica che amava approfondire anche studiando e andando a vedere allenamenti delle squadre di serie A, aveva sposato cestisticamente la causa di Sassuolo dove era stato per anni una delle figure di riferimento prima della storica Jabbar Sassuolo assieme all’amico dirigente Andrea Cavazzuti e poi della Pallacanestro Sassuolo assieme ai dirigenti Torri e Nanni. In provincia ha legato il suo nome anche a Carpi e Modena con Avia Pervia, Gino Pini ed in particolare la Promozione a Modena Est.
Sempre riconoscibile in panchina anche per il suo look elegante, chi vi scrive ebbe modo di frequentarlo in due anni a Sassuolo, trovando sempre una persona estremamente cortese, sincera, gentile, schietta e col quale era piacevole scambiare idee e confronti. Il basket modenese perde una figura nota che ha dunque segnato un pezzo degli ultimi decenni della storia del nostro basket. Ciao Aurelio. —
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