Sassuolo, il “nuovo” Djuricic è nato al Benevento
Il trequartista giramondo nei sei mesi in giallorosso ha incontrato De Zerbi che l’ha valorizzato e poi voluto in neroverde
Benevento come luogo da cui ripartire dopo una carriera che sembrava poter arrivare alle stelle e che, invece, stava rischiando di finire troppo presto nel dimenticatoio. Per Filip Djuricic aver incontrato il Benevento, e soprattutto Roberto De Zerbi, ha rappresentato una vera e propria sliding door. Il trequartista serbo classe ’92 dopo gli anni in giro per l’Europa in Olanda (Heerenveen), Portogallo (Benfica), Germania (Magonza), Inghilterra (Southampton), Belgio (Anderlecht) e Italia (Sampdoria) e dopo aver conquistato la nazionale tra il 2012 e il 2016, quella stagione 2017/18 sembrava essere un bivio verso un tramonto troppo repentino. Pochissimo spazio nella Samp e un prestito secco, a fine contratto, al Benevento ormai rassegnato alla retrocessione in serie cadetta. Eppure, con De Zerbi al timone, quel Benevento riuscì a far parlare di sé grazie a prestazioni brillanti e Djuricic, con 15 gettoni messi insieme nel girone di ritorno, a tornare a essere un calciatore con prospettive di poter tornare a salire. Con il riacquisto di una buona condizione e la fiducia del tecnico bresciano, Djuricic a Benevento è tornato a giocare un buon calcio e ha ritrovato le sensazioni che sembravano perdute nonostante un talento sopraffino non supportato dalla continuità delle prestazioni. Fatto sta che quel Benevento retrocesse, come era pronosticabile, ma la carriera di alcuni atleti, tra cui quella del serbo, ripartì. A fine stagione, scaduto il contratto, Djuricic seguì De Zerbi a Sassuolo e i neroverdi si accorsero ben presto di aver acquistato un giocatore dotato di grande talento. In neroverde, in meno di tre stagioni, sono già 74 le presenze condite da 12 reti (Djuricic non segnava con continuità da quando era giovanissimo in Olanda) e il fantasista ha anche ritrovato la maglia della nazionale. A 29 anni Djuricic è un calciatore maturo, ma senza quell’esperienza a Benevento chissà cosa sarebbe successo… —
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