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ciclismo. l’intervista 

Aleotti: «Il Giro dei Paesi Baschi esperienza unica»

Bruno Ronchetti
Aleotti: «Il Giro dei Paesi Baschi esperienza unica»

«Bellissimo essere a fianco di tanti campioni e trovarti a soffrire su percorsi che fino a poco tempo fa potevo solo sognare»

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Bruno Ronchetti

Il riposo (meritatissimo) del guerriero: Giovanni Aleotti è ritornato nella sua Finale Emilia reduce da una memorabile settimana in cui ha partecipato al Giro dei Paesi Baschi: «È stata un’esperienza straordinaria, abbiamo pedalato in continuazione su e giù per le strade Basche con strappi che a volte ci siamo poi sognati anche alla notte. Il mio bilancio? Devo ammettere che sono ritornato a casa con tante soddisfazioni e anche con le gambe che girano al meglio. Fatica? Tanta, ma in corse del genere è proprio la fatica che consente al “motore” di girare alla grande».

E gli avversari?

« In gara c’era il meglio degli scalatori a livello mondiale. Tappe non troppo lunghe, ma con tanta salita. Se mi avessero chiesto un parere prima della partenza, non so come avrei risposto, poi tappa dopo tappa, mi sono invece sentito sempre meglio. Al termine delle frazioni ero stanco, ma alla notte riposavo forse come da tempo non ricordavo. Insomma, posso proprio dire che ho fatto una settimana di grande ciclismo, con tante salite e tanti scalatori. Mi sono dedicato ai compagni di squadra cercando di rendermi utile a loro e sono convinto di esserci riuscito. Diciamo che è stata una settimana di apprendistato che mi farà bene nel prosieguo della mia carriera».

Adesso quali sono i tuoi programmi?

«Andremo sulla Sierra Nevada, in Spagna, per recuperare, poi al ritorno i nostri dirigenti ci daranno il programma ufficiale».

Hai già fatto un pensiero al Giro d'Italia, con due giorni sulle strade dove ti alleni normalmente durante la stagione?

«No, è presto per questo. Adesso mi godo le sensazioni provate in questa settimana nei Paesi Baschi: del resto basta leggere chi è salito sul podio finale e ti impressioni: primo Roglic, secondo Vineegard e terzo Pogagar. Tre corridori che viaggiano a pane e salite. Sì, è stata una settimana straordinaria con tanto pubblico lungo le strade. Indimenticabile. Posso proprio dire che come inizio tra i professionisti mi sono divertito. Ho debuttato sulle strade italiane a Siena con la classica Le Strade Bianche, poi è stata la volta della Tirreno-Adriatico sino ad arrivare alla settimana al Nord della Spagna tra scalatori che quando vedevano le salite, non usavano mai il cambio. Ripeto, una esperienza magica che mi ha aiutato tanto a crescere». —

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