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De Zerbi: «È un colpo di Stato Col Milan non vorrei giocare»

Andrea Fratti

La rabbia del tecnico alla vigilia della sfida di a San Siro: «Sono triste e deluso, la Superlega lede i diritti dei più deboli. Orgoglioso dei valori che ha il Sassuolo»

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Andrea Fratti

Mister De Zerbi alza la voce e sfrutta la conferenza stampa pre-gara per prendere una posizione netta davanti alla possibilità che venga creata la Superlega: “Sono toccato e arrabbiato: domenica è stato fatto un colpo di stato nel mondo del calcio, sia per contenuti, che per modalità; nei contenuti, perché il calcio è di tutti ed è meritocratico e, nelle modalità, perché si poteva fare tutto alla luce del sole, invece lo hanno tirato fuori domenica a mezzanotte, attraverso comunicati congiunti… è come se qualcuno volesse porre la bandiera in un posto sottratto ad altri. È un comportamento che penso vada a ledere un diritto che supera il calcio, ovvero il diritto che il più debole possa farsi la propria strada, costruendosi un futuro più bello rispetto alle proprie origini; è come se il figlio di un operaio non potesse in futuro immaginarsi di fare il dottore, il chirurgo, l’avvocato o altro. È una cosa che mi urta i nervi, è come se avessero detto all’oratorio: ‘Il pallone è mio, quindi ci gioco io’. Ecco, è finito il tempo dell’oratorio. Io credo che il calcio abbia un ruolo sociale unico in Italia e in Europa, quindi fare una Superlega in cui i maggiori club decidono chi vi può rientrare e chi no, è una cosa che va a togliere l’essenza del calcio. Se questo è il calcio moderno, non rispetta né il calciatore, né l’uomo”.

Per l’allenatore neroverde, dietro al progetto Superlega ci sono problematiche economiche: “Sono orgoglioso di far parte del Sassuolo, qui si ragiona in un certo modo: a gennaio noi eravamo quarti e avremmo potuto e dovuto rinforzarci, ma sapevo i problemi del mondo del calcio e non ci ho pensato a richiedere innesti. Se le grandi squadre sono indebitate, sono loro che devono farsi delle domande su come hanno gestito le loro aziende; se hanno fatto disastri, non possono far pagare i loro errori agli altri, solo perché loro sono gestite da potenti e prepotenti”. In un momento di svolta per il calcio europeo, il primo dovere è quello di esporsi: “Io domani non avrei piacere di andare a giocare la partita, perché il Milan fa parte di queste squadre, ma, se Carnevali mi obbligherà, ovviamente ci andrò. Cerco di combattere secondo i miei valori, non abbassando la testa, anche se dovessi danneggiare miei futuri interessi. È il momento di esporsi, perché è una pagina triste, grave, pesante, che può rovinare il mondo che io amo. Se il mondo va veloce, questo non significa che si debba calpestare i più deboli e venire meno a diritti legittimi”. La partita di oggi va in seconda battuta: “Il Milan ha fatto un campionato strepitoso; rispetto all’andata, speriamo di non subire gol per una nostra distrazione. Proveremo a giocare e pressare, loro sono forti, ma noi cerchiamo di vincere. Contro il Milan, sono quasi tutti disponibili: Ayhan si è aggregato alla squadra, stessa cosa anche Bourabia, mentre Caputo è l’unico assente e speriamo di recuperarlo presto; tutti gli altri stanno bene e Djuricic giocherà". —

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