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Il Carpi aspetta il Padova ferito per una sfida che non ha regole

Fabio Garagnani
Il Carpi aspetta il Padova ferito per una sfida che non ha regole

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Fabio Garagnani

Il Padova degli ex, il Padova di Sean Sogliano: le cronache delle sfide con i biancoscudati non sono mai banali, a partire dal 6-0 dell’andata con cui la squadra di Mandorlini ha messo fine all’avventura di Luciano Foschi sulla panchina del Carpi. Nelle sue due stagioni di direzione sportiva, questa compresa, è stata l’unica gioia dell’ex Sogliano, poco benevolmente ricordato dai tifosi carpigiani che in tanti, di quella breve parentesi del 2015, gli imputano l’esonero di Castori e la temporanea perdita di identità che finirono col costare la Serie A. Nella passata stagione il Padova se la cavò con due pareggi, ma la vittoria morale andò ai ragazzi di Riolfo che all’andata, quando ancora non erano né carne né pesce, imposero lo 0-0 all’Euganeo ed al ritorno difesero il secondo posto in classifica rimontando lo svantaggio iniziale con un gol di Biasci, ora tra i biancoscudati. Nella stagione precedente le due realtà scesero a braccetto dalla Serie B, ma il Padova fu l’unica a lasciare sei punti al Carpi, vincente in entrambe le occasioni. Non fu banale neppure il primo incrocio in cadetteria il 31 agosto del 2013 quando i fari del Braglia si spensero d’improvviso alla mezz’ora, preludio a una lunghissima querelle di giustizia sportiva. La partita riprese oltre sei mesi dopo, quando era ormai il marzo del 2014 e non prima che il miglior Carpi di Vecchi passasse per l’Euganeo rifilando un sonoro 4-1 alla squadra di Mutti. Anche per domenica prossima, i ragazzi di Pochesci devono sperare in una gara non scontata per conquistare il punto che manca alla salvezza matematica. Altrimenti il destino sarebbe già segnato, vista la differente caratura tecnica che sta anche nei tanti ex a disposizione di Mandorlini: Biasci, Bifulco, Della Latta, Jelenic, Kresic, Saber e Cissé. Il Padova è però in un momento delicatissimo della sua stagione, appena scalzato dal Perugia dal primo gradino. Per sfruttarne la fragilità ci vorrebbe il miglior Carpi, cioè l’opposto di quanto visto a Salò. Qualche grattacapo per mister Pochesci potrebbe venire dall’infermeria, dove ieri son rimasti De Cenco, Rossi, Lomolino, Mastour e Tripoli. De Sena e Llamas si candidano a un posto da titolare in attacco e sull’esterno sinistro. Per rimpolpare le schiere, il tecnico ha aggregato al gruppo Sipone, Ligabue, Lami e Vitucci dalla formazione Primavera. —

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