sassuolo
Stefano Aravecchia
MILANO. Dopo la sconfitta (virtuale) per il progetto Superlega, il Milan subisce anche quella ben più dolorosa sul campo, punito da un Sassuolo caricato dalle parole al veleno della vigilia di De Zerbi. Il tecnico neroverde, che col Milan non voleva neanche giocare, se ne torna a casa dalla Scala del calcio con una soddisfazione immensa, tre punti dal peso specifico e significato enorme, che simboleggiano la “rivincita” delle piccole contro le grandi. Oltre all’esaltazione del principio che nel calcio Davide può battere Golia, la vittoria griffata dallo scatenato Raspadori - che nel giro di sei minuti ribalta i rossoneri con una doppietta da grande attaccante - riaccende i sogni d’Europa del Sassuolo, al terzo successo di fila e a - 5 dal settimo posto in attesa che la Roma oggi affronti l’Atalanta. Il Milan, punito dal risultato oltre i propri demeriti, ora corre il rischio di farsi risucchiare nella bagarre per la Champions League.
PREAMBOLO
Se il campo ha premiato il Sassuolo, la partita fuori dal rettangolo verde invece è finita in parità. 1-1 con gol di Paolo Maldini e Giovanni Carnevali. Il dirigente del Milan si è scusato coi tifosi rossoneri nonostante fino a domenica sera fosse all’oscuro della decisione presa dall’ad Gazidis: «Una scelta fatta a un livello più alto del mio - ha detto - ma questo non mi esenta dallo scusarmi coi tifosi del Milan che si sono sentiti traditi. Non possiamo venire meno ai principi di meritocrazia e ai sogni». A pareggiare il conto ci ha pensato l’amministatore delegato neroverde Carnevali con parole altrettanto esemplari: “Nel calcio si può sopravvivere e fare un buon lavoro tenendo i conti a posto, valorizzando i giovani e anche salvaguardando la salute degli atleti». Chapeau, all’immenso Maldini e all’illuminato Carnevali.
IL DIAVOLO C’É
E veniamo alla partita sul rettangolo verde. Il Milan torna a pensare al campo dopo 48 ore di pura follia in un match che, viste le parole al vetriolo di De Zerbi alla vigilia, vale più dei tre punti. Ora che il progetto della Superlega si è sgretolato su se stesso con la stessa velocità col quale è stato annunciato, il Diavolo deve conquistare sul campo quella qualificazione alla Champions League che manca da sette anni. Pioli deve fare a meno di Ibra, Hernandez e Bennacer, il collega De Zerbi - a parte Caputo - ha tutti a disposizione e sceglie Defrel prima punta, alle sue spalle Berardi, Djuricic e Boga. Davanti alla difesa, al fianco del grande ex Locatelli, conferma per Obiang. Nel primo tempo meglio il Milan anche se il Sassuolo costruisce due buone occasioni, in apertura e chiusura di tempo: nella prima Boga tira addosso a Donnarumma da ottima posizione, nella seconda Dalot salva in extremis su Berardi che stava per calciare a botta sicura. Tra queste chance neroverdi il Milan fa centro con un delizioso destro a giro di Calhanoglu che si infila tra il guantone di Consigli e il secondo palo.
RASPA SHOW
Poco prima del quarto d’ora della ripresa De Zerbi si gioca l’ormai classico triplo cambio per dare la scossa al Sassuolo: fuori Djuricic, Defrel e Muldur, dentro Traoré, Raspadori e Toljan. Poi Lopez per Obiang. E anche stavolta i cambi fanno la differenza, perchè quelli operati da Pioli (Mandzukic e Krunic per Rebic e Calhanoglu) non incidono, anzi. Il Milan esce dalla partita, i neroverdi si prendono tutto il palcoscenico e in pochi minuti ribaltano il match con la fantastica doppietta di Giacomo Raspadori. Un momento d'oro per l’attaccante classe 2000: al 77’ e all’83’ realizza due gol che mandano al tappeto il Diavolo. Il primo da vero opportunista come gli ha insegnato De Zerbi, il secondo da bomber di razza: controllo a spiazzare Tomori e palla all'angolino dopo aver sfiorato il palo. Altro che Superlega, il colpo di Stato l'ha fatto il Sassuolo alla Scala del calcio.—
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