L’interista Raspadori un vero predestinato
Tifosissimo nerazzurro, è cresciuto col modello di Eto’o Sul mercato fa gola a diversi top club, ma il prezzo sale...
E’ un vero predestinato Giacomo Raspadori. Esordio in serie A giovanissimo, a soli 19 anni, primi gol nella scorsa stagione (due reti, una a Roma contro la Lazio e l’altra col Genoa), già 4 in questa stagione a soli 21 anni con la prima doppietta segnata a San Siro contro il Milan dall’attaccante che da ragazzo, non lo ha mai nascosto, era di fede interista cresciuto con Eto’o come modello. In mezzo la fascia di capitano consegnatagli da De Zerbi, a un 21enne è praticamente un evento, e una carriera davanti a sé che promette molto bene. Giacomo Raspadori è nato a Bentivoglio, nel bolognese, ed è nel settore giovanile del Sassuolo da una vita, dal 2009, dopo essersi messo in luce nel Progresso Castelmaggiore. Il piccolo Raspadori cresce in fretta e a suon di gol, tanto da meritare le maglie azzurre con Under 16 (4 gettoni e una rete), Under 17 (9 gare e un gol), Under 19 (14 presenze con 4 centri), Under 20 (5 partite e un gol all’attivo) e Under 21 (per ora 7 incontri disputati e 3 reti). In mezzo a tutto questo un successo nel campionato Berretti da capitano del Sassuolo. De Zerbi più volte ha parlato bene di lui, l’ultima alla vigilia della gara contro il Milan: “La fascia di capitano gli ha fatto bene ed era quella la mia finalità: fargli concretamente vedere che lui è un giocatore importante a tutti gli effetti e che non era il semplice ragazzino aggregato alla prima squadra e quel gesto ha fatto sì che lui si assumesse maggiori responsabilità e che facesse vedere quali sono le sue qualità". Detto, fatto. Raspadori è entrato poco dopo un’ora di gioco e ha avuto il merito non solo di segnare i due gol, ma anche di innescare entrambe le azioni. La prima duettando con Toljan e andando ad anticipare Kjaer, la seconda grazie all’assist di Berardi e alla giocata d’anticipo su Tomori. Due gol da attaccante d’area di rigore, che fanno capire anche come avesse ragione De Zerbi a insistere su di lui come centravanti, nonostante il ragazzo abbia le qualità anche per giocare più lontano dalla porta, magari in posizione di trequartista viste le sue caratteristiche atletiche non particolarmente robuste. Ma di centravanti piccoli e svelti ce ne sono e ce ne sono stati tanti e, senza scomodare paragoni troppo ingombranti, Raspadori ricorda Montella (tra l’altro l’enfant prodige del Sassuolo è alto 1,72 proprio come l’ex aeroplanino). Non dimenticherà la serata di San Siro, ma al tempo stesso “Raspa” ha già detto quale sia la sua ricetta per crescere ancora: continuare a lavorare. State certi che lo farà. Intanto il suo valore sul mercato lievita e su di lui hanno già messo gli occhi Inter e Juventus...—
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