La bomba di Florentino Perez: «I club non possono uscire»
Il presidente del Real: «Esiste un contratto vincolante, ma alcuni, sotto pressione, hanno dovuto dire che se ne stanno andando. Questo progetto andrà avanti».
Dopo la sorpresa, lo stupore, le minacce e l’insurrezione di governi, leghe, tifosi, Uefa e Fifa seguita dalla grande fuga dal progetto Superlega, Florentino Perez, presidente del Real Madrid, uno degli uomini più coinvolti assieme ad Andrea Agnelli nella costituzione del nuovo format, tira la bomba: «Non ho intenzione di spiegare cosa sia un contratto vincolante, ma i club non possono uscire. Alcuni, sotto pressione, hanno dovuto dire che se ne stanno andando. Ma questo progetto, o un altro molto simile, andrà avanti».
Queste le parole pesantissime con cui il massimo dirigente del Real fa capire che i club coinvolti non possono uscire probabilmente vincolati da penali altissime (secondo la Bild sarebbero 150 milioni di euro). «La società esiste e i soci che la compongono anche - ha assicurato in una intervista ad ’As’ - Quello che abbiamo fatto è stato concederci qualche settimana per riflettere sulla virulenza con cui alcune persone che non vogliono perdere i loro privilegi hanno manipolato il progetto».
«Non è un torneo esclusivo e non va contro i campionati. Il progetto Superlega è il migliore possibile ed è stato fatto per aiutare il calcio ad uscire dalla crisi. Il calcio è gravemente malato perché la sua economia sta affondando e dobbiamo adattarci ai tempi in cui viviamo». In un’intervista rilasciata al quotidiano spagnolo ’As’ Florentino Perez è tornato a parlare del progetto Superlega. «Abbiamo sbagliato qualcosa, parliamone e confrontiamoci - ha ammesso - Forse la soluzione è far giocare le prime quattro di ogni paese. Non lo so ma bisogna fare qualcosa, perché i giovani tra i 14 e i 24 anni stanno abbandonando il calcio perché li annoia di fronte ad altri intrattenimenti che li appassionano. Ci sono 4 miliardi di tifosi nel mondo e la metà di loro seguono club della Superlega. Il calcio è l’unico sport mondiale». Secondo il presidente del Real Madrid il nuovo format della Champions League appena approvato dall’Uefa «non risolve il problema e non non è nemmeno migliore di quello che c’è ora - ha concluso - Inoltre, non possiamo aspettare fino al 2024, l’anno in cui dovrebbe entrare in vigore».
«Siamo stati costretti ad andare in tribunale a Madrid, che ha emesso un provvedimento cautelare che dice tutto. Ordina a Uefa e Fifa, nonché alle leghe e federazioni nazionali, di astenersi dall'adottare qualsiasi misura o azione, dichiarazione o comunicazione che impedisca la preparazione della Superlega. A mio parere, quella sentenza pone fine al monopolio dell'Uefa» spiega Perez che si dice per nulla intimorito dalle minacce di Aleksander Ceferin. Perez ha fatto anche il punto sulla situazione finanziaria delle società coinvolte nel progetto: «Quest'anno, con la piena stagione della pandemia, le perdite andranno tra i 2.000 e i 2.500».
Il presidente dell’Uefa, Ceferin, ha affermato che i club spagnoli e italiani ancora legati alla Superlega devono rinnegare il progetto o rischiano di essere banditi dalla Champions. «Se vogliono essere parte della Superlega, è evidente che non possono giocare in Champions League». —
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