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Paolo Vecchi
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Paolo Vecchi

MODENA. I verdetti erano già scritti ancor prima di scendere in campo: la sconfitta del Bari, infatti, aveva già proiettato il Modena alla fase nazionale dei playoff: serviva un punto ai gialli per avere la certezza di evitare i due turni preliminari. Missione compiuta. Partita della vita invece per il Legnago che si giocava l’ultima chance della salvezza diretta, ma Davide Luppi non ha avuto pietà del suo ex compagno Armando Perna nel giorno del suo quarantesimo compleanno: nessun regalo, partitone con gol e assist e il gesto del ’pirata’ mostrato in faccia al vecchio amicone. Per il congedo dal Braglia nella regular season, in attesa di ritornarci nei playoff, Mignani regala fiducia alla formazione che una settimana prima aveva travolto il Padova scaraventandolo giù dal trono in favore del Perugia. Una sorta di vendetta dei gialli usciti dalla corsa per la promozione diretta per la quale avrebbero potuto lottare anche se, soprattutto all’interno del gruppo squadra, c’è chi non è d’accordo. Ma ormai il destino del Modena sono gli spareggi che assegnano comunque la promozione a scoppio ritardato. Modena in campo con Gagno tra i pali, Pergreffi è l’unica novità a causa dell’indisponibilità di Zaro e si piazza alla sinistra di Ingegneri. Sulle corsie laterali Mattioli e Mignanelli. Gerli stabile in regia alle spalle di Muroni e Corradi e davanti Luppi trequartista dietro Spagnoli e Pierini.

Il Legnago, capitanato da Armando Perna, una bandiera gialloblù, ha tanti ex ma Stefanelli e Laurenti non ci sono e Lazarevic è solo in panchina. Nella squadra di Colella ci sono anche Zanoli e Morselli due ragazzi con lo stemma del Carpi cucito sul petto. Gli ospiti si opponongo al Modena con un modulo ad albero di Natale: Pizzignacco in porta, Zanoli, Bondioli, Perna e Girgi nella line arretrata e Yabre basso a centrocampo rispetto ad Antonelli e Bulevardi. In attacco Grandolfo è il riferimento per Morselli e Giacobbe che giostrano alle sue spalle. La partenza del Legnago, che si gioca la carta della disperazione per evitare i playout, mette i brividi ai gialli. Il primo arriva dopo nemmeno un minuto con un bolide di Grandolfo fuori misura. E sempre il centravanti biancoazzurro sfiora il vantaggio all’8’, ma Gagno si oppone alla grande al suo colpo di testa ravvicinato. Al 14’ Morselli scambia al limite ed entra in area: cross basso, Grandolfo manca il tap in, alle sue spalle arriva Bulevardi che spara a colpo sicuro, ma centra il difensore canarino Mattioli. Ancora Morselli al 18’ a provare i riflessi di Gagno. Il Modena decide che è ora di fare finalmente qualcosa. Luppi lavora un bel pallone a sinistra e crossa sul secondo palo per Muroni che si divora l’occasione. Al 22’ il gol del Legnago è cosa fatta: Giacobbe dal limite scaglia il destro che batte Gagno, centra il palo alla destra del portiere gialloblù, la palla attraversa la linea di porta, colpisce anche l’altro legno e torna in campo. La sorte sembra essere con la Banda Mignani che, però, non riesce ad infiammarsi in fase offensiva nonostante due opportunità con Muroni e Spagnoli. Allo scadere Pierini scalda le mani su punizione a Pizzignacco, Muroni arriva a rimorchio sulla respinta, potrebbe sfondare la porta, ma non la inquadra.

La svolta nel match arriva nella ripresa, frazione di gioco in cui il Legnago precipita. E al 68’ il Modena colpisce: Luppi ruba un pallone in area, lo serve di tacco per Pierini che al contatto con Perna vola giù. Rigore: Luppi sul dischetto e palla nel sacco. Il “Pirata” applica perfettamente la legge dell’ex e al 73’ ispira ancora Pierini che scatta in posizione regolare e fulmina Pizzignacco. Muroni cede il posto a Prezioso, Castiglia rileva Spagnoli e va a subito a segno finalizzando un contropiede micidiale dei gialli. Partita finita e decisa da tre gol in sette minuti. Il Legnago andrà a cercare la salvezza tra le fiamme dell’inferno, il Modena parteciperà all’altra lotteria, quella che porta in paradiso: resterà a guardare nei due turni preliminari poi entrerà in scena per tentare di coronare il sogno di Romano Sghedoni. —

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