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Una sconfitta che non fa male Il Carpi di Pochesci è salvo

Fabio Garagnani

Il Padova passa al Cabassi per 1-0, i biancorossi ringraziano il Modena e mantengono la categoria con un turno di anticipo

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Fabio Garagnani

Carpi. Il Carpi è salvo: l’avventura iniziata lo scorso agosto avvolta dalle nebbie e passata per mille peripezie terminerà con un lieto fine. Sconfitta al Cabassi dal Padova, la squadra di Pochesci ha dovuto attendere i risultati da Modena e Arezzo che hanno confezionato la salvezza matematica. Al Cabassi la partita è andata come da previsione, visti il divario in classifica, le rose e le condizioni malconce di molti tra i biancorossi di casa. La squadra di Mandorlini ha affrontato la partita con voglia di rivalsa, aggredendo e costringendo a lungo il Carpi nella sua metà campo. Qualche buon intervento di Pozzi ha salvato tutto fino al 16’ del secondo tempo, quando Nicastro ha fatto centro sottoporta sugli sviluppi di un calcio piazzato decidendo il risultato.

IL KO NON FA MALE

La sconfitta ha il sapore dolce, perché per la nuova società del presidente Mantovani è un primo obiettivo centrato nonostante lo scotto pagato caro tra avvicendamenti di ds, presidenti, direttori generali e allenatori. Per il tecnico Pochesci una piccola rivincita e un grande risultato sportivo, tutt’altro che scontato per come la squadra è stata costruita, nel bel mezzo di una transazione societaria faticosissima e caratterizzata nei primi mesi da furibonde lotte intestine. Salvezza e stabilizzazione societaria sono medaglie che in via Marx possono ben appuntarsi al petto in attesa della prossima stagione, vero e proprio banco di prova in un’epoca che si si spera di maggior tranquillità.

LA CRONACA

I biancorossi recuperano Venturi e De Cenco, ma devono rinunciare a Gozzi, neppure in panchina. Sul campo sono subito costretti alla difensiva dall’aggressività degli ospiti, che fanno sentire i tacchetti già prima che la lancetta dei secondi abbia completato un giro. Ne fa le spese Fofana, colpito al polpaccio da Della Latta e costretto subito a chiedere il cambio. Bellini lo rileva nel ruolo e anche lui ora ha il suo bel d’affare per contenere la manovra padovana che punta soprattutto su Chiricò sulla corsia destra. Il taccuino si riempie così di occasioni ospiti: Biasci da due passi su Pozzi, lo stesso Chiricò prima sulle gambe di Ercolani dall’altezza del dischetto e poi ancora su Pozzi che deve superarsi al 26’ sul colpo di testa di Della Latta. Sul corner, Curcio non centra lo specchio. Il Padova cala il ritmo, prestando il fianco a qualche ripartenza dei padroni di casa che non si concludono per un paio di errori di misura di Giovannini nel momento dell’ultimo passaggio. Ferretti con un tiro da 25 metri mette qualche pensiero a Dini, ma proprio quando il Carpi sembra essere definitivamente uscito dal guscio è proprio il Padova a distendersi in contropiede e a cogliere un clamoroso palo interno col solito Chiricò. Un ultimo tentativo di Della Latta tra le braccia di Pozzi interrompe le ostilità, ma il Carpi va negli spogliatoi con l’intero fronte sinistro della difesa ammonito. È la ragione per cui al rientro in campo è Sabotic a spostarsi da quella parte e a prendere in consegna Chiricò, che però fa ancora in tempo a divorarsene uno tutto solo davanti a Pozzi e poi a battere la punizione sulla quale Nicastro, appena entrato, trova da due passi la conclusione vincente. Il Carpi non ha energie per provare a ribaltarla e, consolato dalle notizie che arrivano dal Braglia, si limita a condurre in porto la sconfitta che si rivela indolore. —

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