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parla mantovani, presidente biancorosso 

«Questo Carpi poteva fare meglio, ma salvarsi non era così scontato»

Fabio Garagnani
«Questo Carpi poteva fare meglio, ma salvarsi non era così scontato»

«La mia prima stagione alla guida del club non è stata semplice, ma la società - anche commettendo errori - è cresciuta Stiamo già progettando il futuro»

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Il presidente del Carpi Matteo Mantovani ha voluto fare i personali ringraziamenti per la stagione, giunta al lieto fine domenica scorsa con la salvezza matematica. L’occasione anche per un primo bilancio: «Si poteva fare meglio? Sicuramente sì, – ha dichiarato sul sito della società – ma il rischio di fare peggio ritengo fosse più elevato. La salvezza diretta, colta alla prima stagione al timone della società, non è un risultato scontato e soprattutto non dobbiamo dire grazie a nessuno se non a chi ha lavorato con noi».

Nelle sue parole tutto l’orgoglio per un obiettivo raggiunto: «Confesso come non sia stato semplice dover prendere molteplici decisioni, spesso drastiche, con tempi ridotti e pochissimo margine d’errore». Uno stress che, insieme alle difficoltà, ha fatto «crescere rapidamente i miei soci e me, nuovi per questo mondo, permettendoci di apprendere le nozioni principali di un sistema tanto bello e appassionante quanto complesso e lastricato di insidie. Errori ne sono stati commessi, ma certamente ci hanno permesso di apprendere e crescere». La riconoscenza del presidente va in particolare ai volontari che «con passione, entusiasmo e professionalità hanno lavorato senza risparmiare la minima energia e col sorriso sempre pronto per chiunque interagisse con loro. Questo mi ha colpito: la passione». Poi ai professionisti che hanno collaborato e ai tifosi che «nonostante gli alti e bassi, ci hanno comunque sempre supportato ed incoraggiato. Faremo tesoro dei consigli e degli spunti che ci sono stati forniti».

Tracce anche di futuro: «Le parole d’ordine dovranno essere “attaccamento”, “passione”, “abnegazione” ed “efficienza“. I programmi andranno condivisi, senza protagonismi di sorta, ma animati dalla marcata priorità di far crescere una realtà a cui piace sognare ma che deve, specialmente in questo periodo storico, badare anche al pratico».

Il nuovo obiettivo è «definire il prima possibile una rosa competitiva per affrontare con meno patemi il prossimo campionato. Non ci saranno follie ma tenteremo di ridurre la componente di rischio inserendo profili mirati che vedano Carpi come una realizzazione, e non come una meta di passaggio». Nonostante il Covid, «tenteremo di riportare il Carpi più vicino a tutti gli appassionati e a chi lo ama con la voglia piena di rendere la gente orgogliosa della propria squadra». —



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