Caputo fuori dal tunnel: «Sassuolo, sono pronto. E spero nell’Europeo»
Il bomber del Sassuolo, Ciccio Caputo, ha parlato proprio alla vigilia del suo rientro dopo il lungo infortunio alla Rivista Undici: ieri ha lavorato in gruppo e sarà convocato per la sfida di domenica a Genova. Nell’intervista Caputo ha messo al centro sia la sua carriera in neroverde che la possibile convocazione azzurra per l’Europeo: tra l’altro Ciccio, insieme a Berardi, Locatelli e Ferrari è stato vaccinato proprio in vista di una possibile convocazione. Ecco quello che Caputo ha detto sul Sassuolo: “Più faccio gol più ne voglio fare. Non mi accontento mai. L’anno scorso nel Sassuolo ne ho segnati 21, l’obiettivo è migliorare ancora e inseguire il sogno di diventare capocannoniere in serie A. In un’altra squadra con meno qualità forse avrei fatto meno gol, qui nel Sassuolo ho compagni che mi danno l’ultimo passaggio, mi fanno arrivare in porta. Siamo una squadra forte, ormai da diversi anni c’è un gruppo che si conosce alla perfezione. E poi ci sono giocatori da top club, come Berardi, Boga, Djuricic, Defrel, Locatelli, Traoré”. Per il tecnico neroverde, Roberto De Zerbi, il centravanti pugliese ha parole lusinghiere: “Lui ha un’idea di calcio che è di pochi, e il bello è che insiste con quest’idea. Ci sono allenatori che alle prime difficoltà cambiano, lui invece no, è un martello. Ci dice sempre: non c’è bisogno di abbassarsi dietro la linea del pallone. È peggio, perché così si concede campo agli avversari. Invece dobbiamo andare a prenderli, per recuperare subito e trovarci già nella metà campo avversaria. Una volta che abbiamo il possesso, dobbiamo far girare palla da destra a sinistra, da sinistra a destra e ancora, fino a che l’avversario è costretto a fare una scelta. Ed è lì che siamo pronti a colpire. De Zerbi lo vedo in un top club e pure bene. Del mister ne sentiremo parlare tanto". Ma, appunto, Caputo ha parlato anche della nazionale, un sogno che è diventato realtà: “L’emozione della prima convocazione in nazionale è stata unica. Ero il ragazzo più felice del mondo. Piangevo come un bambino, era davvero emozionante. E poi le emozioni sono tornate quando ho sentito l’inno. Ho 33 anni e anche se ho fatto tanti gol non so quanti allenatori al posto di Mancini mi avrebbero preso in considerazione. Non posso che ringraziare il commissario tecnico per l’opportunità che mi ha dato. C’è stima reciproca. Da parte mia, l’unico modo per sperare in questa convocazione all’Europeo sarà solo continuare a segnare e a fare bene. Poi tutto può succedere". —
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