Il Carpi già al lavoro nella stanza dei bottoni: la conferma di Pochesci il nodo da sciogliere
Enrico Ronchetti
Il campionato è finito ma il Carpi si sta allenando per un ultima settimana di lavoro a conclusione di una stagione cronologicamente corta (nove mesi) ma così compressa e ricca di accadimenti da averla fatta sembrare lunga due anni. E se per i calciatori e lo staff tecnico si avvicina il periodo delle vacanze, per la società si va verso la prima estate di programmazione e lavoro fuori dal campo. Un anno fa, il passaggio di proprietà a Mantovani e soci avvenne infatti a fine agosto e di fatto la stagione appena finita è stata più vissuta che non pensata. Poco male, perché nonostante parecchi inciampi – anche rumorosi – l’obiettivo è stato raggiunto. Grazie al lavoro sul campo di un gruppo che dovrà però essere profondamente ripensato e di quello fuori dal campo di una società che tra oggi e domani inizierà a mettere in fila le prime caselle in un Consiglio d’Amministrazione. I primi nodi da sciogliere saranno la definizione del budget per il prossimo campionato e quindi degli obiettivi sportivi, da cui dipenderà anche la scelta dell’allenatore: Pochesci ha un contratto fino al giugno 2022 ma non è certamente scontata la sua permanenza, anzi. Cambierà sicuramente molto la rosa di 32 giocatori che ha concluso questo campionato. A fine giugno scadono i prestiti di Eleuteri (Vis Pesaro), Ghion (Sassuolo), Mastour (Reggina), De Cenco (FeralpiSalò) e Bayeye (Catanzaro), ma sono tanti anche i biancorossi in scadenza, che senza un rinnovo di contratto si svincoleranno a parametro zero il primo di luglio. Tra questi “i big” Sabotic, Lomolino, Gozzi, Ferretti e Fofana, ma anche il portiere Ricci, Llamas, Ceijas, Marcellusi e i giovani Mancini, Offidani, Marino e Ridzal. Al momento hanno dunque un contratto per l’anno prossimo Rossini, Rossi, Pozzi, Venturi, Varoli, Ercolani, Martorelli, Ferrieri e De Sena, con Giovannini e Bellini unici ad essere blindati per un’ulteriore stagione, fino al 2023. Su molti di questi verrà costruito il nuovo Carpi, ma non necessariamente su tutti loro: non è infatti un segreto che Rossi, Pozzi, Venturi e Giovannini godano di buon mercato e potrebbero essere ceduti per finanziare in parte la ricostruzione di un nuovo gruppo. —
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