La partita indimenticabile dei canarini
Quale è la partita della Nazionale con la ‘P’ maiuscola? La risposta è facile: Italia-Germania 4-3 di Mexico ’70. E qual’è nella storia del Modena? Facile anche qui rispondere: Brescello-Modena del 6 maggio 2001. Perché quella vittoria degli Azzurri nella semifinale del Mundial messicano e quel successo della Longobarda nella penultima giornata della C 2000/’01 meritano quella ‘P’ maiuscola? Più, ad esempio, che le due vittorie nelle finali dei Mondiali 1982 e 2006 per la Nazionale e più del Genoa-Modena che l’anno dopo consegnò la Serie A ai gialloblù? Perché nell’immaginario collettivo, rispettivamente degli Italiani e dei Modenesi, quelle due gare sono entrate nel mito, sono diventate leggenda, che si racconta tuttora. Ad esempio oggi, a vent'anni dalla epopea di Brescello. In entrambi i casi, al di là dell’importanza dei rispettivi risultati, a far diventare leggende quelle due partite sono stati i modi e i tempi con i quali quei risultati sono maturati. A Brescello, penultima giornata di campionato, con il successo la Longobarda avrebbe praticamente conquistato la promozione in B, ma per 96 minuti e un po’ di secondi sembrava davvero la classica partita stregata, con pali colpiti, paratone del portiere e qualche errore di mira. Poi accade qualcosa di inusuale, un recupero di 6 minuti, poi addirittura uno in più e in quei 60 secondi supplementari arrivò il gol di Ginestra, che avrebbe cambiato la storia del club gialloblù. Non si poteva ancora saperlo, ma lo si sognava e alla fine la realtà (seconda promozione consecutiva) sarebbe stata per un po’ perfino più bella del sogno. Nell’intervista a fianco, Marcello Ambrosino, arbitro di quel match, dice di non avere mai sentito un boato come quello scatenato dal gol, un entusiasmo con un pizzico quasi di rabbia. Esatto. Il popolo gialloblù veniva da un decennio con troppe delusioni e quel gol era stato la miccia dell’esplosione. —
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