Mader, un premio al coraggio Nibali in crisi, Bernal alza la voce
Lo svizzero trionfa a San Giacomo coronando una fuga conclusa in solitaria L’azzurro perde 45” e cede la leadership della Trek Segafredo a Ciccone
È un Giro d’Italia delle prime volte e anche l’arrivo in cima a San Giacomo lo conferma. Gino Mader si prende la sesta tappa, coronando una fuga coraggiosa conclusa in solitaria, Attila Valter la maglia rosa, dopo il crollo di Alessandro De Marchi in una frazione caratterizzata dalla pioggia e dal gran ritmo imposto soprattutto dalla Ineos Grenadiers. Lo svizzero ha 24 anni ed è al primo trionfo in un grande giro, l’ungherese ne ha compiuti 22 e - dopo la maglia bianca - va a indossare anche il simbolo del primato. Egan Bernal conferma di essere il più in palla tra gli uomini di classifica ma ancora una volta il gruppo non fa i conti con i temerari evasi dal plotone nella prima ora. E il colombiano così deve accontentarsi della seconda piazza, a 12” dal vincitore, battendo un quartetto composto da Daniel Martin, Remco Evenepoel e Giulio Ciccone, sempre più leader della Trek-Segafredo anche perché Vincenzo Nibali paga di nuovo dazio perdendo 45”. Esce di classifica Domenico Pozzovivo, buoni segnali da Damiano Caruso, sesto al traguardo. Ancora appannato Simon Yates, fuori dalla top10 e in leggera difficoltà come avvenuto a Sestola. Il primo pensiero del corridore della Bahrain-Victorious dopo aver alzato le braccia al cielo non può che andare al suo capitano, Mikel Landa, costretto al ritiro dopo la caduta nella quinta tappa con arrivo a Cattolica. «Ieri è stata una giornata veramente triste con il ritiro di Mikel Landa. Oggi abbiamo deciso di correre per lui», ha raccontato Mader, che ha capitalizzato il gran lavoro di Matej Mohoric nel tratto in falsopiano per poi salutare la compagnia di Bauke Mollema e Dario Cataldo. Dietro il gruppo trainato dall’Ineos - con un Filippo Ganna in gran spolvero al servizio di Bernal - è risalito fortissimo, ma questa volta per lo svizzero non si è materializzata la beffa finale come avvenuto nella Parigi-Nizza, quando è stato scavalcato proprio sul traguardo da Primoz Roglic. »Avevo paura - ha ammesso - Fortunatamente è andata bene e ho conquistato un successo bellissimo«. Grande gioia anche per Attila Valter, che ha impreziosito la maglia bianca di miglior giovane resistendo sull’ultima salita che portava al traguardo di Ascoli Piceno. «Sapevo di stare bene e avere buone gambe e sono riuscito a restare a ruota degli scalatori più forti sull’ultima salita. Ero molto motivato a non mollare nulla - ha raccontato la nuova maglia rosa, che ha un vantaggio di 11« su Evenepoel e 16” su Bernal - Non ho parole, è incredibile raggiungere questo traguardo. Ero qui per fare una buona gara, ma non mi aspettavo di raggiungere questo risultato.
Ero da solo ma avevo fiducia, già da ieri pensavo a questa maglia. Abbiamo ottenuto quello che volevamo a questo Giro«. Il corridore della Groupama-FDJ punta a godersi il simbolo del primato anche venerdì, nella tappa da Notaresco a Termoli che presenta uno strappo al 12% a meno di due km dalla fine. Dopo tante prime volte, scoccherà l’ora del veterano Peter Sagan?
Oggi settima tappa con partenza da Notaresco e arrivo a Termoli dopo 181 chilometri. —
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