C’era anche il baby Mignani nella Sampdoria di Boskov che conquistò lo scudetto
Claudio Romiti
Esattamente trent’anni fa la Sampdoria batteva 3-0 il Lecce e, con una giornata di anticipo, conquistava il suo primo, e per ora unico, scudetto. L’ultimo prima di un trentennio poi dominato in pratica da tre sole squadre, Juventus, Inter e Milan. Un exploit che in questi giorni viene giustamente ricordato e celebrato. Tra i protagonisti, a vario titolo e con diverso peso, di quello scudetto c’erano anche tre futuri gialloblù. Innanzitutto Paolo Borea, il direttore sportivo della società blucerchiata che aveva costruito quella squadra, pezzo dopo pezzo, nell’arco di un decennio. Una squadra che poteva contare su Boskov in panchina e in campo su un gruppo di giocatori tra i quali Vialli e Mancini erano le stelle. Borea per al verità era già passato da Modena, dove aveva allestito la squadra trionfatrice nella Serie C 1974/’75. Arrivato alla Sampdoria nel 1982, prima dello scudetto aveva vinto tre Coppe Italia e una Coppa delle Coppe. Insomma, un ciclo vincente fatto anche di piazzamenti finali in Serie A quasi tutti tra le prime sette posizioni. Qualche anno dopo sarebbe tornato a Modena, dove tra l’altro aveva la residenza, come direttore sportivo dei gialloblù, chiamato da Gigi Montagnani. In quella sua seconda esperienza modenese aveva portato sotto la Ghirlandina un altro dei protagonisti dello scudetto sampdoriano, Fausto Pari, che nel biennio 1998-2000 totalizzò 64 presenze in gialloblù, vestendo anche la fascia di capitano. Appesi gli scarpini al chiodo, Pari tornò nel Modena come direttore sportivo nel triennio 2009-’12, con la salvezza miracolosa di Trieste il primo anno e il successivo biennio con Bergodi in panchina. A fregiarsi di quello storico scudetto però c’è anche il terzo ‘modenese’, Michele Mignani. L’attuale allenatore dell’attuale squadra gialloblù nella stagione 1990/’91 era nell’organico della Primavera blucerchiata dove giocava come centrocampista, ma ebbe anche la possibilità di debuttare in prima squadra in Lecce-Sampdoria (1-0) del 13 gennaio 1991. Entrò al 75’, quando i pugliesi erano già in vantaggio, e sostituì Calcagno, ma quel quarto d’ora gli ha consentito di fregiarsi dello scudetto. Quella rimase per lui l’unica presenza in maglia blucerchiata, ma fu una presenza che vale uno scudetto. —
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