La Juve spegne la Dea e trionfa in Coppa Italia
L’Atalanta parte a razzo ma è colpita da Kulusevski. Malinovski pareggia, nella ripresa Chiesa regala il trofeo a Pirlo
Reggio Emilia. La Signora si mette gli abiti meno nobili, si veste da operaia e dopo una partita soffertissima contro l’Atalanta si aggiudica la Coppa Italia nella finalissima disputata ieri sera a Reggio Emilia.
L’inno nazionale cantato da Annalisa è l’emozionante antipasto alla finale di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus. Sugli spalti del Mapei Stadium 4.300 tifosi a celebrare il ritorno del pubblico per una partita di calcio, evento purtroppo macchiato da scontri prima di un match che si rivelerà bellissimo. Gasperini conferma le indicazioni della vigilia con Malinovsky e Pessina in appoggio a Zapata punta di riferimento. Muriel parte dalla panchina. Niente Dybala e Morata nella Juventus di Pirlo che sceglie Kulusevsky al fianco di Cristiano Ronaldo. Si parte all’insegna di un’Atalanta spumeggiante che costringe la Juve al ruolo di squadra operaia.
I nerazzurri del Gasp sono scatenati e al 3’ Buffon deve superarsi su una conclusione ravvicinata di Palomino. Al 5’ numero di Zapata in area, ma la conclusione dell’attaccante è fuori misura. Pressione della Dea e Juve costretta a rifugiarsi nelle ripartenze. Al 31’ la partita si sblocca in favore della formazione bianconera. E proprio da un contropiede arriva il vantaggio degli uomini di Pirlo: Cuadrado strappa il pallone a Gosens con un intervento al limite della regolarità, palla a Ronaldo e poi per McKennie che la gira sulla destra a Kulusevsky che con un sinistro morbido a giro fulmina Gollini. Gran gol. L’Atalanta non si perde d’animo e aumenta la pressione. Buffon salva ancora su un colpo di testa ravvicinato di Hateboer poi al 41’ deve capitolare. Intervento di Freuler in contrasto con Rabiot, la Dea punta decisa l’area bianconera e innesca Malinovskyi che dal limite fa centro con un tiro forte e centrale che Buffon, oscurato dai compagni, non vede probabilmente partire. Nella ripresa il copione non è lo stesso perchè è la Juve a dare l’impressione di essere cresciuta e ci prova con una deviazione ravvicinata di Kulusevski respinta da Gollini. Al 59’ Ronaldo di tacco per Chiesa: rigore in movimento e palo clamoroso centrato dall’ex viola. La Juve cresce e ci prova anche CR7: Gollini c’è. Primi cambi di Gasperini: Malinovskyi e Pessina cedono il posto a Muriel e Pasalic.
Pirlo prepara il cambio Dybala per Chiesa e proprio prima di uscire Chiesa lascia il segno nel match: l’azzurro scambia con Kulusevski, difesa della Dea immobile e Gollini al tappeto. Siamo al 73’ e l’Atalanta deve rifare tutto. Muriel ha una buona occasione, ma spara alle stelle. Gasperini muove ancora: Ilicic e Djimsiti per Hateboer e Toloi.
Pirlo si mette a tre dietro inserendo Bonucci per Kulusevski. Ultimo cambio invece per Gasperini con Miranchuk al posto di Gosens. L’Atalanta tenta il forcing e gli ultimi minuti sono un assalto all’area bianconera: si gioca a una porta, ma la Juventus non cede e va ad alzare la Coppa Italia. —
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