De Zerbi: «Ho dato tutto, ma resta ancora un sogno...»
Il tecnico al passo d’addio: «Vogliamo raggiungere il record di 62 punti per sperare ancora di qualificarci per l’Europa e toccare il cielo con un dito»
Valentina Spezzani
Il matrimonio tra il Sassuolo e De Zerbi è ai titoli di coda: «Il bilancio è positivo, io e il mio staff siamo grati e riconoscenti alla società, ai dipendenti, ai calciatori che ci hanno seguito e ci hanno sempre dato tutto, alla gente, che mi dispiace non poter salutare allo stadio» - le parole del tecnico - «ho dato tutto, fatto tutto con passione, mettendo i risultati al secondo posto e mettendo il mio carattere, il mio modo di essere, il mio entusiasmo, il mio sapere, poco o tanto che sia, al servizio dei giocatori, che sono i miei principali interlocutori, ma anche della società e di tutti quelli che l'hanno frequentata in questi tre anni. Ho ereditato una squadra seria, che sapeva cosa volesse dire allenarsi, e ho cercato di trasmettere la mia idea, il mio modo di intendere il calcio, che va oltre la tattica, ma che comprende anche il valore, il privilegio che abbiamo tutti quanti nel fare questo lavoro».
De Zerbi lascia all'apice: «Dal punto di vista calcistico la squadra si è evoluta anno dopo anno, oggi sa giocare con tutti i sistemi, ha una mentalità ben definita, si gioca le partite a viso aperto con tutti, senza timori reverenziali, ma con l'umiltà di andare sui campi caldi, dove ci si gioca la salvezza, a sporcarsi per ottenere il risultato, che non significa cambiare mentalità, ma mettere anche componenti diverse da quelle che servono quando si incontrano le grandi squadre».
Per il Sassuolo, sono stati tre anni tosti: «Quando lavori dando sempre tutto e mettendo i rapporti al primo posto, ti identifichi più nelle difficoltà che nelle vittorie e di momenti difficili ne abbiamo avuti tanti, calcistici e non: la morte del dottor Squinzi e della dottoressa Spazzoli ha toccato tutti, la pandemia, il vivere chiusi in casa nel primo periodo ci ha unito molto. E poi lavorare nel Sassuolo è diverso, non si hanno pressioni mediatiche o dei tifosi, è un ambiente particolare dove l'entusiasmo te lo devi creare se vuoi ottenere risultati ambiziosi, e noi li abbiamo ottenuti, perché questo entusiasmo e il piacere di lavorare insieme sono venuti fuori e siamo andati avanti per cercare di ottenere il sogno».
Stasera la Lazio: «Vogliamo vincere e sono sicuro che faremo una grande partita. La Lazio è organizzata, forte, fisica, con individualità, sicuramente non ci regalerà niente, come ha fatto col Torino, così come sarà partita vera tra Spezia e Roma. Noi innanzitutto confidiamo nel vincere la partita, chiudere a 62 punti sarebbe un record per il Sassuolo. Oltrepassare la quota 60 per me sarebbe un risultato straordinario, se poi a questo si aggiungesse il settimo posto, allora toccheremmo il cielo con un dito».—
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