albinoleffe
Paolo Vecchi
Modena. Quando la follia sportiva supera anche la soglia dell’immaginazione, possono nascere partite come Modena-Albinoleffe e un clamoroso suicidio come quello attuato dalla Banda Mignani incredibilmente eliminata dalla corsa alla promozione. Dopo la vittoria nel match di andata a Gorgonzola, al Modena, infatti, bastava non perdere con due gol di scarto al Braglia per staccare il pass dei quarti di finale dei playoff e continuare a inseguire il sogno di poter conquistare la serie B attraverso gli spareggi. Ma il 26 maggio 2021 è una data che resterà scolpita nella storia del club gialloblù a causa di un harakiri assurdo che pone fine a una stagione che poteva finire diversamente e con ogni probabilità anche all’era di Romano Sghedoni perchè già da oggi, di fronte al risultato di ieri, il patron gialloblù potrebbe passare la mano a Carlo Rivetti e dar vita a un nuovo corso del calcio geminiano, ormai dato per scontato, che porterà oltre a una nuova proprietà anche a una rivoluzione tecnica: Vaira prenderebbe il posto di Matteassi, Tesser quello di Mignani. Romano Sghedoni si era tenuto l’ultima parola, per sua stessa ammissione, ma quella parola potrebbe essere l’ultima come patron del Modena.
Sghedoni era anche ieri al Braglia carico di speranze, il primo tempo in tribuna coperta, il secondo in quella d’onore accanto a Roberto Cesati. Mai avrebbe pensato a un epilogo come quello che si è verificato sul campo. Il Modena inizia anche bene il match: Mignani effettua qualche variazione alla formazione di Gorgonzola inserendo Ingegneri e Varutti in difesa per Zaro e Mignanelli. A centrocampo Castiglia per Corradi, per il resto tutto uguale al match di andata con Gagno in porta, Mattioli e Pegreffi a completare la retroguardia, Gerli in regia e Muroni interno destro. Davanti Luppi alle spalle di Spagnoli e Pierini. Anche Zaffaroni, tecnico dell’Albinoleffe, si affida praticamente alla squadra dell’andata. Fin dalle prime battute si intuisce l’atteggiamento del Modena: non subire gol per capitalizzare il successo dell’andata. Il primo tempo scorre via secondo il progetto di Mignani: l’Albinoleffe non riesce a scardinare il collaudato sistema difensivo dei canarini che cercano di congelare il match attraverso il possesso palla tralasciando la fase offensiva. Due episodi nei primi 45’: una girata di poco fuori di Manconi e una bella imbucata di Gerli per Pierini che manca di un soffio la deviazione vincente. Zaffaroni, mister dell’Albinoleffe, non ci sta ad uscire dai playoff senza almeno provare a graffiare e nell’intervallo inserisce Tomaselli per Gusu. Mossa azzeccata. Il neo entrato porta vivacità nella manovra offensiva dei lombardi anche se il Modena continua a controllare il confronto più per blindare lo 0-0 che per mettere un pallone alle spalle di Savini. Atteggiamento molto caro a Mignani che col passare dei minuti diventa sempre più evidente. Il Modena si abbassa troppo e l’Albinoleffe inizia a prendere campo. Mentre Zaffaroni coi cambi cerca di aumentare il tasso di pericolosità della sua squadra, Mignani interviene per puntellare la fase difensiva. Al 60’ Gagno battezza fuori un cross innocuo di Gelli che, per fortuna del portiere, si stampa sulla traversa. Primo cambio di Mignani: Corradi per Luppi. Poi Scappini e Bearzotti al posto di Pierini e Castiglia. Spagnoli ha i crampi, Pergreffi pure, ma il mister gialloblù all’85’ decide di inserire Rabiu (perchè non Prezioso?) per Muroni e Zaro per Mattioli mettendosi a tre dietro. Non c’è posto per Sodinha che avrebbe potuto nascondere il pallone dal match. La Linea Maginot gialloblù sembra tenere, ma all’89’ Tomasello beffa Bearzotti, entra in area e fulmina Gagno. Finale da incubo e 5’ di recupero che diventano sei. Proprio al 96’ l’Albinoleffe trova il jolly della vita quando Rabiu colpisce in area il difensore Canestrelli spedito a fare il centravanti come mossa della disperazione. L’arbitro Longo indica il dischetto, ultime speranze legate a un miracolo di Gagno spazzate via dalla botta vincente di Manconi. 0-2, una fine orribile per il Modena sottolineata dalla festa orgiastica dell’Albinoleffe. —
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