Aleotti esalta Finale Emilia: va in fuga, ma viene ripreso negli ultimi chilometri
Bruno Ronchetti
Un giorno da protagonista, grande protagonista: Giovanni Aleotti ha dimostrato ieri nella tappa numero 19 del Giro d’Italia, 166 km. da Abbiategrasso ad Alpe di Mera, di che pasta sia fatto.
Il finalese è stato tra i “top” di giornata, andando presto in fufga e rimanendoci a lungo prima di essere ripreso nella parte conclusiva dagli inseguitori.
«Essendo libero da impegni di squadra - ci ha detto al termine il ragazzo di Finale - e in accordo con il direttore sportivo, ho cercato di fare parte della fuga della giornata. Ci siamo trovati in sei e di comune accordo in breve abbiamo ottenuto un vantaggio di oltre quattro minuti sul gruppo».
Giovanni ad un certo punto hai fatto un pensierino su un piazzamento di rilievo?
«A dire il vero, volevo provarci nel finale. Invece prima ha ceduto un compagno di avventura, poi gli inseguitori ci hanno infilati a pochi chilometri dal traguardo, stroncando così il mio sogno».
Come sta procedendo il Giro d’Italia di Aleotti?
«Sono soddisfatto del mio debutto, mi sono messo al servizio del nostro capitano Sagan, proteggendolo per la conquista della leadership della classifica finale a punti. Peccato. Mi sono conquistato la fiducia dei miei compagni di squadra e invece proprio quando stavo per realizzare un bel sogno, quando mancavano poco meno di otto chilometri dal traguardo, ho sentito il rumore degli inseguitori. E' finito così il mio sogno di conquistare una piazza d'onore sul traguardo di Alpe di Mera. Peccato, volevo lasciare il segno in questo Giro d'Italia. Sarà per la prossima volta». —
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