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Giro d’Italia. 19ª tappa 

Yates attacca e vince Bernal soffre, resiste e tiene la maglia rosa

Yates attacca e vince Bernal soffre, resiste e tiene la maglia rosa

L’inglese: «Volevo lasciare il segno, oggi vediamo» Il colombiano ringrazia la squadra, lo sconforto di Nibali

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ALPE DI MERA. Simon Philip Yates trionfa nella diciannovesima tappa del Giro d’Italia 2021, la Abbiategrasso-Alpe di Mera lunga 166 km. Il corridore britannico della BikeExchange guida l’attacco del gruppetto dei migliori ai -6 dal traguardo e arriva sino in fondo, alle sue spalle il prezioso lavoro della Ineos Grenadiers permette alla maglia rosa Egan Bernal di rimanere a contatto e di chiudere al terzo posto con un po’ di fatica, dietro Joao Almeida (Deceuninck-QuickStep). Perde terreno invece un comunque encomiabile Damiano Caruso (Bahrain Victorious). Da segnalare il ritiro di Gianluca Brambilla, che ha accusato un problema al ginocchio dopo una caduta a 50 km dall’arrivo. Oggi la penultima tappa, la Verbania-Valle Spluga di 164 km con un nuovo arrivo in salita prima della crono conclusiva di domani con arrivo a Milano.

«Lo sforzo di squadra è stato fantastico – commenta Yates –, sono felice di aver chiuso bene oggi. Volevo puntare alla vittoria di tappa, non sarei comunque riuscito a fare una grande differenza, ci sono ancora tre minuti di gap. Sono però contento della vittoria di tappa. Vediamo ora».

«Stavo molto meglio rispetto all’altroieri – ammette Bernal –, ho fatto un’ottima salita. Mi sono sentito bene, è un’altra giornata in meno. Oggi sarà l’ultima in salita, un’altra giornata difficile, spero di avere sensazioni migliori, l’ultima salita non è così ripida come questa. Ho un’ottima squadra per poter avere tutto sotto controllo. Sto abbastanza bene, non per poter chiudere su Yates, lui è stato il migliore, ma ero in controllo. Ho pensato che era meglio perdere 30” e arrivare con un po’ più di gambe sulla cronometro».

«Ci ho provato a seguire Yates, forse ho anche sbagliato ma dovevo farlo per me stesso e per chi mi ha chiesto di provarci. Alla fine onore al più forte, ha fatto la differenza in salita». Queste le parole di Damiano Caruso.

«Sarebbe stato più facile restare a casa, ho scelto di essere al Giro perché questa corsa mi ha dato tanto. Me lo ha dimostrato il pubblico con gli applausi, per me è motivo di stimolo per non mollare mai». Così Vincenzo Nibali. «Oggi ci sarà una tappa molto importante e proveremo ad andare in fuga». E sulle Olimpiadi lo Squalo non si sbilancia. «Vedremo col ct, non posso dire di essere presente al 100% perché bisogna dimostrare di andare molto forte». —



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