Quei sette minuti specchio di un campionato intero
Sette minuti per spazzare via un’era, l’era di Romano Sghedoni, ma anche quella della Linea Maginot. Carlo Rivetti giovedì sbarcherà a Modena e sicuramente l’arrivo dell’uomo che ha creato il colosso Stone Island garantirà al club un salto di qualità nelle ambizioni, nella struttura della società, quasi certamente nell’impiantistica, proiettandolo a livello internazionale. Il pallone è sicuramente un mondo difficile, ma se uno come Carlo Rivetti si lancia nella sfida è perchè è ispirato da una grande visione e da un obiettivo di massimo livello. Quello che ha fallito il Modena dell’ultimo anno Sghedoni per due volte, defilandosi dalla corsa per la promozione diretta alla B e perdendo in modo sciagurato anche l’occasione di poterla centrare coi playoff. In 7 minuti, dal 90’ al 97’. In entrambi i casi si poteva centrare il bersaglio perchè alla fine conta il campo: il Bari che tutti davano già per promosso “politicamente” è finito fuori come il Modena a dimostrazione che non c’erano giochi politici in atto. Il Modena ha fallito perchè la Linea Maginot e un difensivismo portato agli eccessi da mister Mignani, non ha pagato. Nel calcio, se vuoi vincere, non solo non devi subire gol, ma devi anche riuscire a metterne uno in più alle spalle del portiere avversario. L’arsenale c’era, perchè Luca Matteassi gli attaccanti li aveva presi: Costantino appena è uscito dal bunker gialloblù è andato a segnare 9 reti a Vercelli. Ma il pacchetto offensivo canarino è stato sacrificato sull’altare del credo difensivista: l’attaccante è il primo mediano e deve sbattersi soprattutto per la fase difensiva. Non ditelo a Zeman o impazzisce. Il Modena, sostenuto da grande difensori a livello individuale, e orchestrato da Gerli, giocatore che se fossimo in Rivetti, Vaira e Tesser blinderemmo subito, è partito bene, ha fatto benissimo fino alla fine del girone di andata concluso con il titolo d’inverno. Poi la flessione, un atteggiamento sempre più difensivista che ha portato, per la mancanza di una manovra offensiva, alla perdita di punti contro squadre come Fermana, Vis Pesaro, Mantova, Ravenna e Carpi a fronte di due vittorie con il Padova. Perchè quando non sai attaccare è con le piccole che perdi i punti. Una flessione fatale aggravata dal sacrificio di giocatori come Sodinha, Monachello e dello stesso Scappini, bomber vecchio stampo che non va nemmeno a letto senza la maglia numero 9 sulle spalle, chiamato a fare il “mulo di fatica”. La rinuncia sistematica a Sodinha, che appena ha avuto la chance di giocare ha fatto la differenza, è incomprensibile, lo stesso Castiglia, centrocampista dal gol facile, ha chiuso la stagione ai minimi storici. Prezioso, che i numeri li ha, è finito nel dimenticatoio. Il ko con l’Albinoleffe è lo specchio del campionato: vinto all’andata, bisognava cercare il gol al Braglia per chiudere il conto e non barricarsi dietro. E un Sodinha nel finale, semmai con Monachello, avrebbe nascosto il pallone. E il Modena oggi probabilmente sarebbe in campo . —
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