Berardi: «Stagione fantastica Sono più maturo, un leader»
È un’annata magica per il 26enne attaccante neroverde e della Nazionale «Mi prendo delle responsabilità e cerco di dare il 100% ai miei compagni»
Trenta partite, diciassette gol, otto assist, quattro cartellini gialli e zero cartellini rossi. Nei numeri della sua ultima stagione c'è il nuovo Domenico Berardi, un giocatore maturo, all'apice della sua carriera, che si appresta ad iniziare la prima competizione con la maglia della Nazionale maggiore, con la quale ha già messo a segno cinque reti in sei partite. «Sto bene, ho fatto una stagione che credo di poter definire fantastica, ho toccato il mio record di gol – conferma il diretto interessato – devo continuare così». Il Covid ha posticipato di un anno gli Europei, un anno che l'attaccante neroverde ha saputo capitalizzare al meglio: «Sono maturato moltissimo, posso dare qualcosa in più, sono diventato più leader, mi prendo delle responsabilità e cerco di dare il cento per cento ai miei compagni». Se il domani di Berardi è l'Azzurro, l'incognita è il dopo, perché di certo non mancheranno le offerte da parte dei grandi club. Sarà questa l'estate delle decisioni importanti per Mimmo, che il primo agosto compirà ventisette anni e dovrà scegliere quale strada prendere, se spiccare il volo e confrontarsi con club di caratura europea (le possibilità non mancano, sia in Italia che all'estero), o se rimanere a Sassuolo, che ormai è di fatto casa sua, ma che difficilmente potrà portarlo a giocare una Champions League, per esempio. «Mi auguro che faccia un grande Europeo e che resti con noi – ha detto Giovanni Carnevali – lui è la nostra bandiera, il nostro Totti». L'ad neroverde spera di portare avanti quello che era il desiderio del Patron Squinzi, ovvero fare di Berardi il successore di Magnanelli, capitano ancora saldamente in carica, che già adesso condivide la fascia col compagno numero 25 e che, tra un anno, potrebbe lasciargliela definitivamente in caso di ritiro. Il Sassuolo avrebbe i suoi Totti e De Rossi e sarebbe certamente una rarità in un calcio che ormai di storie così non ne racconta più, ancora più incredibile se si pensa che per Berardi restare a vita significherebbe certamente aver fatto una scelta di cuore, mettendo la maglia davanti anche alla legittima ambizione che un talento del suo calibro può permettersi. A complicare la scelta dell'attaccante ci sarà anche l'incognita del cambio allenatore: se Di Francesco l'ha creato, De Zerbi l'ha fatto risorgere e la sua presenza sarebbe valsa una spunta sotto la colonna dei “pro” alla permanenza a Sassuolo. In settimana dovrebbe arrivare l'annuncio del nuovo mister, salvo colpi di scena sarà Giampaolo ma, chiunque sia, è facile pensare che speri di poter mettere Berardi al centro del progetto. La palla però è nella mani, anzi tra i piedi, di Mimmo.—
Valentina Spezzani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
