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Lucia Bacchi, 11 anni dopo, sempre una regina «A Vallefoglia emozioni vissute con la Liu Jo»

Fabio Rossi
Lucia Bacchi, 11 anni dopo, sempre una regina «A Vallefoglia emozioni vissute con la Liu Jo»

«Sassuolo la squadra più cresciuta, ci ha fatto soffrire molto. Modena meriterebbe una società in A1 femminile»

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Fabio Rossi

Ci sono campionesse che non dimenticano e che, proprio per questo, nessuno deve dimenticare: Lucia Bacchi è una di queste e a 40 anni ha appena scritto un’altra pagina indelebile della sua storia di fuoriclasse assoluta della pallavolo portando Vallefoglia, comune in provincia di Pesaro, dalla serie A2 alla Serie A1.

Lo ha fatto da Mvp, naturalmente, come sua abitudine, decisiva, verrebbe quasi da dire “purtroppo” come in gara 2 e 3 contro Sassuolo in semifinale, prima di dominare la finale contro Pinerolo.

«È stato meraviglioso, soprattutto perché nemmeno un anno fa, quando giocavo a Ravenna, vista la sospensione della stagione causa Covid, mi ero ritirata, trovando anche lavoro part-time alla Conad».

Poi, come spesso accade, una telefonata, se non ti cambia la vita, almeno di sicuro te la complica.

«Mi ha chiamato Fabio Bonafede, che avevo avuto come allenatore a Bolzano anni prima e mi ha chiesto di dare una mano a Vallefoglia. Erano al primo anno di A1 e serviva magari un po’ di esperienza. Ci voleva una passione come la mia per accettare: oltre 200 chilometri ogni volta che andavo ad allenarmi e non so quante trasferte fatte da sola in macchina per raggiungere le compagne prima della partita. Sì, anche a Sassuolo, quando abbiamo giocato gara 1 della semifinale è andata così».

Una battaglia dura tra Megabox e Green Warriors, risolta solo a gara 3 a Vallefoglia.

«Sassuolo, con Macerata, è la squadra che è cresciuta di più durante la stagione e merita i complimenti, non era solo Antropova, ma anche un gruppo ben organizzato intorno a lei. Gara 2 in casa è stata molto difficile».

Dalle battaglie di oggi, a quelle vissute ieri, allora con la maglia della Liu Jo.

«Ho splendidi ricordi di quelle stagioni, specialmente della prima e durante questi playoff mi è capitato di pensare che 11 anni fa ero in campo a Carpi e a Modena, fino a quella serata fantastica al PalaPanini quando battemmo Parma e conquistammo la promozione in Serie A1. Credo che tanta gente per un match femminile a Modena non si fosse vista così spesso».

Sensazioni da custodire nel cuore per sempre.

«Devo dire che nella prima stagione a Carpi in quel palazzetto eravamo quasi imbattibili, avevamo uno squadrone, c’era Saara Esko, fortissima, e c’erano tante ragazze brave con cui riuscivamo quasi sempre in un modo o nell’altro a fare la differenza. La promozione conquistata nella gara 4 a Modena fu indimenticabile e dispiace che in una città che ha scritto la storia della pallavolo oggi non ci sia una realtà di A1 femminile, perché la gente meriterebbe non solo una super squadra maschile».

L’esperienza di Lucia a Carpi prima e Modena poi durò due stagioni.

«Me ne andai prima che la società chiudesse, fu un dispiacere per me vedere come finì, perché lì avevo conosciuto tante persone splendide intorno a noi, dirigenti, volontari».

Undici anni dopo Lucia Bacchi stavolta ha deciso, stop con la pallavolo.

«Allenare? No, finirei per correre di nuovo dietro a un pallone, per ora mi tengo il part-time in Conad a Ravenna, poi vedremo».

Non resta che l’ultima, scontata, domanda, su quale sia stata la vittoria più emozionante.

«Sono tutte belle, perché ogni vittoria regala emozioni, a Vallefoglia come è stato anche a Carpi, Bolzano Casalmaggiore quando salimmo in A1, ma se devo sceglierne una dico la Champions League vinta proprio a Casalmaggiore, dove sono nata. Quando penso che battemmo una squadra fortissima come Istanbul ancora quasi non ci credo, fu un miracolo sportivo». —



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