Roland Garros, Berrettini lancia la sfida al “cannibale”
Oggi l’azzurro cercherà l’accesso alla semifinale nel match contro Djokovic Boris Beker “bacchetta” Lorenzo Musetti: «Non doveva ritirarsi»
Vezio Trifoni
Dopo la sbornia tennistica con i Next Gen azzurri Lorenzo Musetti e Jannik Sinner usciti a testa alta negli ottavi contro Nole Djokovic e Rafa Nadal è il giorno di Matteo Berrettini. Al sorteggio del main draw si era palesata come ipotesi possibile e forse anche probabile visto il suo stato di forma sul “rosso” quest’anno la sfida nei quarti contro il numero uno al mondo. Tutto è diventato realtà domenica, con 24 ore di anticipo sulla tabella di marcia, dopo il forfait di Roger Federer. Chi vince in semifinale troverà il vincente del match tra il maiorchino Nadal, vincitore 13 volte a Parigi, e l'argentino Diego Sebastián Schwartzman. Berrettini che ha avuto qualche giorno di riposo dovrà farsi trovare pronto contro Nole che negli Slam quando si avvicina al rush finale diventa davvero un giocatore quasi impossibile da battere. «A Melbourne ha dimostrato di poter giocare ad altissimo livello poi purtroppo c’è stato l’infortunio ma intanto aveva preso ulteriore consapevolezza nei suoi mezzi - dice Vincenzo Santopadre, da anni nel box di Berrettini -. Non mi aspettavo che potesse rientrare così bene. Un allenatore può presentare la fotografia del momento ma sono i giocatori che devono superare le difficoltà. E Matteo è sempre stato bravo a reagire”. Il forfait di Federer ha regalato a Berrettini un paio di giorni di pausa in più, con la necessità di mantenere alta la concentrazione: “Per lui è una novità, non gli era mai accaduto prima. Abbiamo dovuto modificare la routine inserendo un giorno di stop per rigenerarsi, domenica, poi lunedì un allenamento sostenuto e poi una rifinitura ed ora è pronto. Ho visto quasi per intero il match tra Musetti e Djokovic: Matteo e Lorenzo sono due giocatori molto diversi anche se qualcosina si può prendere. Matteo deve usare più il back e può fargli molto male con il servizio, anche se nella loro prima sfida alle Finals l’alta percentuale di prime non è bastata».
Intanto Boris Becker, il re di Wimbledon, oggi 54 anni, ha bacchettato proprio Musetti: «Non ho visto un grave infortunio, per questo non doveva ritirarsi. Dovresti rispettare l'altro giocatore e dire 'oggi mi batte...C osì sarebbe stato 6-0. È una prova di maturità, anche se atleticamente non sei più al top. evi sempre credere in te stesso dall'inizio alla fine, soprattutto contro i grandi. Lorenzo Musetti è il miglior adolescente insieme a Jannik Sinner. Ha creato molti problemi a Djokovic: fa tutto bene, non ha un colpo eccezionale, ma il servizio va bene, il movimento, la tecnica, e anche la fiducia perché ha vinto troppe partite». —
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