Gazzetta di Modena

Sport

L’ex mister atteso in ucraina 

De Zerbi: «Parto con la gioia di aver visto tanti miei ragazzi giocare nelle loro nazionali»

De Zerbi: «Parto con la gioia di aver visto tanti miei ragazzi giocare nelle loro nazionali»

«Questo è il risultato di un lavoro condiviso tra me e il Sassuolo Ho sempre ammirato Mancini: lui ha cambiato tutto con coraggio e ora c’è un’Italia diversa»

2 MINUTI DI LETTURA





Roberto De Zerbi è in partenza per l’Ucraina e salirà sul volo che lo porterà verso il suo nuovo futuro dopo aver visto Turchia-Italia con sei suoi ex giocatori neroverdi protagonisti. Il nuovo mister dello Shakhtar Donetsk è entusiasta: «È il risultato di un percorso condiviso in cui tutto il Sassuolo e me compreso ci sentiamo partecipi". Sui tre azzurri: "Raspadori, che è cresciuto nel settore giovanile, aveva bisogno di tempo ma doveva solo acquisire consapevolezza. Quando gli è stato dato più spazio se l'è conquistato per capacità tecniche e morali. Berardi? Aveva iniziato la carriera coi fuochi d'artificio, poi un calo fisiologico prima che arrivassi io ma più come realizzatore che come espressione di gioco. È un ragazzo un po' introverso, diffidente, ma ha il cuore grande".

"Come Berardi - ha proseguito - anche Locatelli aveva solo bisogno di resettare la prima esperienza, al Milan. La natura e i genitori gli hanno dato talmente talento che bastava non fare danni con lui. L'ho stuzzicato e provocato affinché tirasse fuori tutte le sue qualità. Ricordo di averlo martellato per bene, poi però non ne ha avuto più bisogno". "Io 'martello'? Solo dentro il campo, perché da giocatore avrei potuto fare una carriera migliore. Mi piace essere d'aiuto ai giocatori affinché riescano a tirare fuori il meglio che hanno", ha aggiunto De Zerbi. Quanto ai miei giocatori nella Turchia, Muldur e Ayhan, ma anche Demiral, auguro loro di far bene da oggi in avanti. Ayhan ha tecnica da centrocampista, con me ha giocato un po' meno perché c'erano Marlon e Chiriches che avevano più esperienza con noi. Ha una tempra da giocatore vero", ha sottolineato.

Da De Zerbi parole di elogio per il ct azzurro. "Da ragazzo ero innamorato di due giocatori, Mancini e successivamente Totti quando sono cresciuto. L'ho sempre stimato, come calciatore e come allenatore. Si vede che l'Italia ha qualcosa in più rispetto al passato. Guardo l'Italia con gusto e piacere: il 'Mancio', da numero 10, ha anteposto a tutto le qualità dei giocatori dando un'idea ben definita e coraggio. Siamo ancora più tifosi dell'Italia". "Sicuramente - ha commentato - si diversifica dal passato per coraggio e scelte arrivando a ottenere il consenso generale. Difficilmente con lui sta fuori chi ha qualità, perché riuscire a far convivere più giocatori qualitativi è possibile". —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google