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Il cuore di Stefanos pazzo di gioia È finale Slam, Grecia mai così in alto

Vezio Trifoni
Il cuore di Stefanos pazzo di gioia È finale Slam, Grecia mai così in alto

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Vezio Trifoni

«È la vittoria più importante della mia carriera», spiega così al termine del successo con Sasha Zverev un commosso Stefanos Tsitsipas che lo qualifica per l’atto conclusivo del Roland Garros che lo rende il primo greco di sempre a raggiungere una finale Slam. All’inizio del torneo, Tsitsipas aveva promesso che in caso di conquista del titolo avrebbe esultato come Guga Kuerten dopo il suo primo Roland Garros. Ovvero, che avrebbe disegnato un enorme cuore sulla terra rossa e di stendercisi dentro. Quel momento è distante un solo match perché Tsitsipas è emerso come lo sfidante degli sfidanti dalla parte bassa di un tabellone disegnato dalla dea Minerva: i Fab 3 da un lato, gli aspiranti nuovi campioni dall’altro. Dietro al 6-3 6-3 4-6 4-6 6-3 ad Alexander Zverev, nella semifinale più “giovane” al Roland Garros dal duello Nadal-Djokovic del 2008, c’è la storia di una partita mutevole. Una sfida che ha confermato come adesso Tsitsipas possa considerarsi il più pronto degli sfidanti che aspirano a prendere il posto almeno in classifica dei Fab 3.

Lo dice la storia recente, il successo nel Masters 1000 di Monte-Carlo, la finale persa con match point a favore contro Rafa Nadal a Barcellona, il record di partite vinte nel 2021. «In passato mi sono messo addosso troppa pressione» aveva ammesso dopo il successo sullo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina. «I media mi dipingevano come il giocatore che avrebbe dominato il tennis negli anni a venire – ha detto Zverev – prima che poi arrivassero Medvedev e Tsitsipas. Non ero paziente con me stesso. Adesso invece sono più calmo, gestisco meglio la situazione anche nei grandi tornei». L’ha fatto per oltre quattro set contro Tsitsipas, che ha impostato dall’inizio la partita sulla volontà di sfiancarlo con gli scambi lunghi, rinunciando quasi scientemente all’accelerazione secca, alla chiusura rapida. Ha messo a segno un vincente in tutto il primo set, ma nel match ha comunque ricavato di più negli scambi brevi, chiusi sotto i quattro colpi. Merito del rendimento più efficace in risposta (36% di punti vinti contro 32%) e di una resa decisamente migliore con la seconda di servizio. «È stata una battaglia di nervi, mi sono salvato nel primo game del quinto set ed è stato cruciale. Il pubblico mi dava energia. Non è stato facile» ha detto Tsitsipas, diventato il più giovane finalista Slam dai tempi di Andy Murray all’Australian Open del 2010. E ora Tsitsipas vuole conquistare il suo primo Slam e festeggiare come ha fatto a Montecarlo ma di fronte avrà il numero uno o il Re del Roland Garros. —

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