Gazzetta di Modena

Sport

Dal Modena di De Biasi all’Italia di Mancini: Oronzo Canà colpisce ancora in azzurro

Claudio Romiti
Dal Modena di De Biasi all’Italia di Mancini: Oronzo Canà colpisce ancora in azzurro

Lino Banfi ispirò la Longobarda gialloblù che salì in serie A in due anni, ora si candida come portafortuna della Nazionale

3 MINUTI DI LETTURA





Claudio Romiti

Da Pasino a Immobile. Quasi una staffetta (un assist, diciamo) dalla Longobarda gialloblù a quella in maglia azzurra.

Perfettamente logico, dato che ufficialmente gli allenatori delle due squadre rispondono ai nomi di Gianni De Biasi e Roberto Mancini, ma il vero mister di entrambe è l’eterno Oronzo Canà.

L’indimenticabile allenatore della prima Longobarda nel film culto degli Anni Ottanta ‘L’allenatore nel pallone’ interpretato da Lino Banfi.

Il trionfale successo dell’Italia contro la Turchia dell’altra sera nella gara inaugurale degli Europei? Merito di Oronzo Canà.

E’ stato lui a ispirare il… facente funzioni Mancini suggerendogli la tattica giusta, il modulo e soprattutto la chiave per la motivazione psicologica del gruppo. Con un messaggio forse un po’ strano, quasi criptico (‘porca puttena’), ma, si sa, i grandi motivatori vanno valutati non per quello che dicono, ma per i risultati che ottengono.

E, vista la partita degli Azzurri, quella chiave motivazionale si è dimostrata vincente. Sono stati Insigne e soprattutto Immobile a svelarla dopo i loro gol, con quel ‘porca puttena’ urlato dopo essere andati a cercare una telecamera a bordo campo.

Un giusto riconoscimento per Banfi-Canà, che alla vigilia della partita aveva inviato a Chiellini un video, chiedendogli di mostrarlo a mister Mancini e a tutto il gruppo.

Il messaggio del video era chiaro: “Mister, mi raccomando Spinazzola-Immobile. E quando arriva il gol devi far dire al ragazzo ‘porca puttena’”.

Aggiungendo però anche le indicazioni di tipo tecnico-tattiche per Roberto Mancini, ha poi svelato Banfi-Canà: “Gli ho detto di affidarsi alla ‘bizona’ e allo schema 5-5-5 e gli ho spiegato cosa è davvero, cioè 5 cozze pelose, 5 polipetti e 5 allievi, che sono le seppioline piccole. Mettete tutto insieme e fate la zuppetta alla porca puttena che dà la carica giusta”.

Infatti il binomio Spinazzola-Immobile si è rivelato decisivo nel secondo gol, ma soprattutto lo sono stati la ‘bizona’, tutti all’attacco e tutti in difesa a seconda dei momenti, e il 5-5-5, dato che specie nella ripresa gli Azzurri in campo sembravano davvero in tanti.

Esattamente come la Longobarda gialloblù di venti anni fa, il Modena di Gianni De Biasi, capace di due promozioni consecutive.

Una squadra, quel Modena, che venne definita ‘Longobarda’ per la grande somiglianza tra Oronzo Canà e Francesco Sala, medico sociale del club gialloblù.

Essendo, quella squadra straordinaria, ormai una leggenda sportiva dalle nostre parti, l’origine di quel soprannome, come per tutte le entità leggendarie, pensate solo alla mitologia greca, è incerta.

Pare che sia nato per scherzo, magari invece per volontà delle divinità del pallone che volevano far divertire i tifosi gialloblù, allora depressi da anni di delusioni.

E grazie a Oronzo Canà, con il… facente funzioni Gianni De Biasi in panchina, quella Longobarda ci riuscì.

Merito della famosa zuppetta e del 5-5-5, visto che, agli avversari di turno, i gialli in campo sembravano sempre almeno in 15… —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google