Greco: «Modena è casa mia, pronto alla nuova avventura»
Il personaggio. L’ex attaccante canarino scelto dal ds Malavolta per guidare l’ambiziosa Atletic Cdr Mutina in Prima Categoria
L’intervista
Si ispira a De Zerbi, stravede per Gasperini e Ventura, e predica un calcio propositivo e moderno. Dopo una ventennale carriera passata tra i campi della Serie A, B e C, Giuseppe “Beppe” Greco è pronto a sedersi in panchina. Palermitano di nascita ma modenese d’adozione, Greco vanta oltre 300 presenze e 80 gol tra i professionisti con le maglie, tra le altre, di Genoa, Chievo, Pisa e Modena. A credere in lui è stato il direttore generale e sportivo Giorgio Malavolta affidandogli la panchina dell’Atletic Cdr Mutina, formazione di Prima Categoria.
Che cosa l’ha spinta a intraprendere questa nuova carriera?
«Nell’ultimo anno e mezzo, complice anche la particolare situazione che abbiamo vissuto, ho riflettuto parecchio sul mio futuro post-calcistico. Dopo l’ultima stagione alla Sanmichelese, dove a causa della pandemia abbiamo giocato solo tre partite, ho capito che fosse arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo. Due estati fa ho conseguito il patentino da allenatore, è un ruolo che mi affascina da sempre. Quando mi è arrivata la proposta dalla Cdr Mutina, non ci ho pensato due volte ad accettare. Si tratta di una società ambiziosa e determinata, questo l’ho avvertito fin da subito. Conoscevo già il patron Morselli e il direttore Malavolta, sono persone preparate che hanno tanta voglia di mettersi in gioco».
Nel corso della sua carriera ha incontrato tanti allenatori. Quali sono stati quelli che più l’hanno influenzata facendole capire di voler fare questo mestiere?
«Tutti mi hanno lasciato qualcosa. Sotto l’aspetto tattico, considero Gasperini e Ventura come due maestri di calcio. Ricordo con grande piacere Bisoli, Bergodi e Notari: mi hanno insegnato tanto a livello umano e caratteriale. Ora dovrò essere bravo io ad applicare ciò che ho imparato, facendo il giusto mix».
Inizierà la sua carriera da allenatore a Modena, città dove ha giocato numerose stagioni da calciatore. Quanto è legato a questa piazza e ai modenesi?
«Ormai sono undici anni che vivo qui, le mie figlie sono nate e cresciute qui: considero Modena la mia casa. Il rapporto con la gente e con i tifosi è fantastico,caloroso».
Quanto è emozionato in vista di questo esordio?
«Non vedo l’ora di iniziare, mi mancano quelle sensazioni uniche che solo il pallone riesce a regalare. L’obiettivo principale è sempre stato e rimarrà quello di divertirmi, il calcio è gioia. Se c’è passione e divertimento, sono convinto che risultati e vittorie arrivino di conseguenza».
Quale sarà la prima cosa che dirà quando entrerà nello spogliatoio?
«Non preparerò discorsi, mi farò trascinare dalle emozioni. Sarà un momento indimenticabile». —
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