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Kiraly batte Guidetti «Ma lui resterà sempre il mio idolo»

Kiraly batte Guidetti «Ma lui resterà sempre il mio idolo»

Il tecnico modenese ko con la Turchia contro gli Stati Uniti «Iniziai sognando di diventare come lui. E ora siamo amici» 

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«Ogni volta poterlo sfidare per me è una nuova emozione, passano gli anni, ci siamo affrontati tante volte, ma quando vedo Karch dall’altra parte della rete mi sembra di vivere in un sogno».

Parole di Giovanni Guidetti, modenese, 48 anni, tecnico della Turchia che sta facendo meraviglie alla VNL in corso di svolgimento nella bolla di Rimini.

«Lunedì sera ha vinto lui, e spesso è andata così – aggiunge Guidetti – ma due o tre volte nella mia carriera sono riuscito a batterlo e ho ricevuto anche i suoi complimenti. Per me il massimo».

Che Guidetti sia uno dei più grandi allenatori attualmente nel panorama mondiale femminile non ci sono ormai più dubbi, ma in pochi sanno che lui, quando era giovane aveva un solo idolo.

«Chi mi conosce da tanti anni sa bene perché ho iniziato a giocare a pallavolo e a chi mi ispirassi, sempre: Karch Kiraly, il più grande. Adesso posso anche dirlo, come l’ho detto a lui una volta: nella mia camera avevo un suo poster a dimensioni reali. E quando io ero al Cus Modena, posto 4, grande tecnica, ma non tanti centimetri, lui era il più grande giocatore del mondo, un leader nato, un genio della pallavolo, un maestro di tecnica, un modello per tutti. Gli Stati Uniti degli Anni Ottanta hanno avuto in Kiraly il fuoriclasse assoluto, quando venne in Italia, poi, vinse anche qui con Ravenna. Fantastico».

Oggi il ragazzino innamorato di Kiraly, che schiacciava nella palestra del Cus Modena ispirandosi a Karch, può raccontare che a volte i sogni si avverano.

«Già se mi avessero detto che avrei conosciuto Karch nella mia vita non ci avrei creduto, pensate poi oggi che siamo diventati non solo colleghi, ma anche amici, amici veri, è meraviglioso».

Il Maestro oggi guida la nazionale Usa che ha dato un dispiacere alla Turchia di Guidetti, battendola 3-1.

«Non stiamo giocando benissimo, invece gli Usa giocano in modo incredibile e vincono sempre, sono una macchina perfetta, ma non sono stupito di questo visto... l’allenatore. Mi auguro vincano anche le ultime tre partite e che per noi ci sia una bella sorpresa, ma arrivare tra le prime quattro, come tutti noi vorremmo, non sarà per nulla semplice. Ci attendono match difficili, il confronto diretto con l’Olanda, l’ultima partita con il Brasile, ma la speranza di raggiungere Karch in final four ce l’ho. E chi non la avrebbe del resto dopo un torneo durissimo come questo?». —

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