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aveva 92 anni 

È morto Boniperti, il simbolo della Juventus Il calcio italiano ha perso un gentiluomo

Antonio Martelli
È morto Boniperti, il simbolo della Juventus Il calcio italiano ha perso un gentiluomo

Il cordoglio unanime dello sport nazionale. I “suoi ragazzi” Zoff, Cabrini, Tardelli, Scirea hanno fatto la storia bianconera

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Antonio Martelli

TORINO. Il mondo del calcio piange Giampiero Boniperti, storico presidente della Juventus morto la scorsa notte all’età di 92 anni. Una vita legata al club bianconero, prima da calciatore e poi da massimo dirigente. Un palmares chilometrico, un record di gol che solo Alessandro Del Piero ha battuto circa 50 anni dopo. «Addio, presidentissimo». La Juventus lo ricorda così Boniperti. «La commozione che in questo momento tutti noi stiamo provando non ci impedisce di pensare con forza a lui, a tutto ciò che il Presidentissimo è stato e sarà per sempre nella vita della Juventus – scrive il club bianconero –. Una figura indelebile, che da oggi si consegna al ricordo, perché sui libri di storia del calcio ci è finita già da tempo. Lassù, ora, c’è un’altra stella nel firmamento bianconero che brilla a mostrarci la rotta».

« Quel giorno negli anni Ottanta, quando ricevo un telegramma in occasione di una vittoria della Sisport contro il Torino... quel giorno scopro Boniperti, quel giorno scopro il terzo elemento di Juve che entra in me. Leggenda per tutti», è invece il ricordo commosso di Andrea Agnelli. Restando “in famiglia” Lapo Elkann lo ricorda con una foto sui social che ritrae l’ex presidente insieme a Gianni Agnelli. «C’è un filo invisibile che tiene unite le persone. Di nuovo insieme, per sempre», ha scritto il nipote dell’Avvocato.

«Caro presidente, nessuno è stato la Juventus come lei, e nessuno lo sarà. Io le devo tutto o quasi, da calciatore, e molto anche da uomo. Perché senza la Juventus, senza la sua Juventus, io non sarei quello che sono», ha scritto sui social Alessandro Del Piero, l’ultimo regalo di Boniperti alla Juve.

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Anche i vertici dello sport e del calcio italiano hanno subito reso omaggio al leggendario dirigente piemontese. «Protagonista e testimone di un calcio che trainò la rinascita del nostro Paese nel dopoguerra. Grazie per quanto ha dato in campo per la maglia azzurra e per il grande contributo offerto allo sport italiano come dirigente», ha scritto su Twitter il sottosegretario con delega allo Sport Valentina Vezzali. «Era un personaggio mitico come calciatore e come dirigente. Ero molto affezionato a lui anche se eravamo su diversi fronti calcistici. Fra noi c’era uno sfottò di rimbalzo che coinvolgeva anche l’avvocato Agnelli», ha detto il presidente del Coni Giovanni Malagò.

Il presidente della Figc Gabriele Gravina ha ottenuto dalla Uefa di giocare con il lutto al braccio in occasione di Italia-Galles in programma domenica all’Olimpico per Euro 2020. «È un dolore immenso. Calciatore straordinario, dirigente impeccabile, ci lascia una delle figure più rappresentative del calcio italiano. La sua competenza, il suo stile e la sua determinazione ci hanno insegnato molto, non lo dimenticheremo mai», ha detto Gravina. «È un’icona del calcio italiano, una figura nobile a cui ispirarsi per tutto quello che ha fatto per il nostro sport», ha commentato anche il presidente della Lega Serie A, Paolo Dal Pino.

i suoi ragazzi

Ma a piangere Boniperti sono soprattutto i “suoi ragazzi”, campioni che hanno scritto la storia della Juventus e del calcio italiano a partire dal leggendario Dino Zoff: «Lo stile Juventus è iniziato con lui», il ricordo dell’ex portiere. «Era una persona dedita al lavoro, alla Juventus, insomma un grande juventino», ha aggiunto. «È stato un grandissimo presidente, una persona di grande correttezza e un esempio da seguire», ha detto Antonio Cabrini. «Ha creato un modo di vivere il mondo bianconero che lui aveva conosciuto da giocatore. Da presidente lo ha inculcato in tutti quelli che arrivavano», ha aggiunto. «È stato il mio grande presidente, sicuramente uno che mi ha insegnato molto nella vita, sono stati dieci anni fantastici. Era un vero uomo di calcio, un signore del calcio, nel senso buono della parola», ha detto invece Marco Tardelli. Anche Beppe Furino, storico mediano di quella Juve ha dichiarato: «Se ne va una persona a cui ero particolarmente legato, perché il suo periodo da dirigente responsabile è corrisposto al mio da calciatore. È stato per me molto importante, non solo per i successi che ho conseguito in quegli anni ma perché ho lavorato con una persona qualificata, un professionista serio, molto juventino». «Quella Juventus era una grande famiglia e il papà di tutti era il presidente», ha ricordato Mariella Scirea, vedova dell’indimenticato capitano bianconero Gaetano.

i rivali

A conferma della grandezza di Boniperti anche il ricordo delle squadre rivali, dall’Inter al Milan fino al Napoli. «È stato una leggenda, simbolo di un calcio vincente dove contavano carattere e tecnica. Era un uomo generoso e interessato al suo Paese», ha detto l’ex presidente del Milan Silvio Berlusconi. Il club rossonero ha commentato: «Sarà per sempre patrimonio della storia del calcio italiano e internazionale. Una figura da ricordare e onorare con rispetto e con gratitudine. Rip presidente». L’Inter, a cui Boniperti soffiò tra gli altri Michel Platini, lo ha ricordato così: «Grande uomo di sport e nobile avversario in tantissime leggendarie pagine di calcio».

Cordoglio anche dalla Roma e dal Napoli: «Il calcio perde un grande protagonista». «Uno dei più grandi e gloriosi protagonisti della storia della Juventus», ha invece commentato Marcello Lippi. «Ricorderò sempre la telefonata alla mia famiglia... mi prese dal Lecce che ero un ragazzo di 21 anni e mi diede fiducia. Grazie presidente, per sempre nel mio cuore», ha detto Antonio Conte altra scoperta di Boniperti.

gli azzurri

La morte dell’ex presidente della Juve ha commosso il gruppo della Nazionale. «Una leggenda del calcio italiano, dentro e fuori dal campo», ha detto il ct Roberto Mancini. «È stato e sarà sempre la Juve», ha scritto Chiellini. «E ora insegna agli angeli che vincere non è importante, è l’unica cosa che conta», ha aggiunto Bonucci. «Abbiamo perso una icona del calcio italiano e mondiale», ha detto infine Federico Chiesa in conferenza stampa. Tristemente assordante il silenzio fin qui di Fifa e Uefa. —

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