Carpi, l’allenatore arriva dalla Vis Pesaro: Daniele Di Donato
Fabio Garagnani
Il nuovo allenatore del Carpi sarà Daniele Di Donato, ex tecnico della Vis Pesaro. Suo il nome uscito dalla rosa infinta di nomi sfogliati dalla dirigenza biancorossa. Nella tarda serata di lunedì, il ds Andrea Mussi ha infatti raccolto l’assenso di tutti gli azionisti, dopo che gli stessi avevano deciso di non attendere l’ulteriore tempo chiesto da Francesco Baldini. Un profilo, quello di Di Donato, che possiede due delle caratteristiche ritenute indispensabili: ha voglia e fame di arrivare dopo tre buone stagioni, con salvezze centrate e la storica promozione dell’Arzignano in C, ed è abituato a lavorare con i giovani, componente preponderante nella sua Vis Pesaro. Salvo sorprese, già oggi potrebbe esserci il comunicato ufficiale. Di ieri, invece, l’annuncio della rescissione consensuale con Dennis Van der Heijden, il “Cigno di Rotterdam”. Concluso il prestito al Top Oss, le parti hanno deciso di separarsi nonostante ci fosse ancora un anno di contratto.
SARRI, CONTE, GIAMPAOLO
Tutto si può dire, tranne che Di Donato sia un integralista del modulo di gioco. A 44 anni, nella sua pur breve carriera di allenatore, è passato con nonchalance dal 4-3-3 al 4-4-2 al 3-5-2, senza mai perdere la voglia di studiare: Antonio Conte, Maurizio Sarri, ma anche Marco Giampaolo, cresciuto a Giulianova a pochi chilometri di distanza da lui. Nella sua storia personale anche il dramma della perdita della moglie, tragedia che lo accomuna con il predecessore Sandro Pochesci.
ha giocato in A col siena
Classe ’77, Di Donato ha un brillante carriera di centrocampista alle spalle, terzo giocatore di sempre come presenze in Serie B (413).
Anche una puntatina in A con il Siena (23 presenze) e 115 apparizioni in C1. Cresciuto calcisticamente nel Torino dall’età di 13 anni, è tra gli ultimi ad aver giocato nello storico stadio Filadelfia prima della demolizione delle tribune che negli anni Quaranta fecero da teatro alle imprese del “Grande Torino” di capitan Valentino Mazzola. Il momento più esaltante dentro al campo è legato al Palermo, col quale fece il doppio salto dalla C alla A, indossando anche la fascia di capitano. Ha appeso le scarpette al chiodo a Cittadella per traslocare nel luglio 2015 a Modena, sulla panchina delle giovanili. Poi tra i ‘grandi’ in Serie D con la Jesina e l’impresa con l’Arzignano, da cui poi si separa. Nella stagione successiva l’esordio in Serie C avviene così alla guida dell’Arezzo, con il quale conquista la salvezza.
Nell’annata appena conclusa, dopo una parentesi ricca di incomprensioni a Trapani, subentra a Giuseppe Galderisi quando la Vis Pesaro è in piena zona play-out e la porta in salvo alternando il 4-3-3 al 3-5-2 e battendo il Carpi sia nella infiammata gara di andata, conclusa 3-2, che nel ritorno al Cabassi (0-2). —
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