Azzurri verso Tokyo Mattarella primo tifoso «Vi seguirò con affetto Lo sport è crescita»
Consegnato il Tricolore ai portabandiera degli italiani. Iapichino: sono elettrizzata. Montano: i Giochi di ripartenza
ROMA. Una parata di stelle azzurre al Quirinale per ridare speranza e far vedere la luce in fondo al tunnel. A un mese dai Giochi di Tokyo il passaggio della delegazione italiana dal Capo dello Stato Sergio Mattarella per la cerimonia di consegna dei tricolori rappresenta, oltre che una tradizione ormai consolidata, il via alla corsa verso l’appuntamento a cinque cerchi, mai così sofferto dopo il rinvio causa pandemia. «La mia non più giovanile età non mi impedirà di seguirvi con particolare affetto», ha garantito il Presidente della Repubblica, specificando che «non è solo il risultato che conta, ma il successo è dato soprattutto dalla conseguenza che il movimento possa crescere, perché lo sport è una straordinaria opportunità di crescita. Questi sono Giochi che segnano il desiderio di ripartenza».
Un tema che ha fatto da motivo conduttore alla cerimonia, aperta dalle parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha anche citato Dante: «L’ultimo verso della Divina commedia dice “Quindi uscimmo a rivedere le stelle”, gli atleti e le atlete qui presenti sono le stelle che daranno luce e speranza al nostro Paese oggi e per sempre». Con il capo dello sport, una folta delegazione di atleti e atlete capitanati dai portabandiera olimpici, Jessica Rossi e Elia Viviani, e paralimpici, Bebe Vio e Federico Morlacchi. «Saranno i Giochi più importanti e belli di sempre. Nella storia dello sport ci sarà un prima e un dopo Tokyo», ha concluso Malagò.
«Sognavo questo ruolo dopo aver pedalato per chilometri e aver conquistato l’oro a Rio. Ne sono orgoglioso, porterò con me questa gioia per sempre. Io e tutti gli azzurri abbiamo voglia di dimostrare il nostro valore di italiani e vivremo l’Olimpiade della ripartenza con maggiore determinazione», dice il ciclista Elia Viviani, uno dei portabandiera. Gli fa da contraltare l’altro alfiere azzurro alla cerimonia inaugurale, Jessica Rossi.
«Questa bandiera rappresenta l’Italia che si sta rialzando, che non ha mai mollato con pazienza e sacrificio: sono questi gli ingredienti che servono per vincere nello sport e nella vita».
«Il Tricolore rappresenta tanto, la bellezza di questo Paese e la fortuna di farne parte, la squadra pazzesca che abbiamo dimostrato di essere, la prima maglietta della nazionale che ho ricevuto a 14 anni, la mia canzone preferita che è l’inno di Mameli, che non riesco ad ascoltare senza piangere». Queste, invece, le parole di Bebe Vio, portabandiera dell’Italia paralimpica, nella cerimonia della consegna del Tricolore per Tokyo2020. Vio prosegue: «Rappresenta Zanardi, la prima persona con disabilità che ho conosciuto, il percorso che abbiamo fatto. Lo sport paralimpico può cambiare la vita e potervi rappresentare sarà l’emozione più grande della mia».
Larissa Iapichino è visiblmente emozionata: «Saranno le mie prime Olimpiadi e devo fare esperienza. Mia madre Fiona? Molti dicono che la storia si ripete, ma secondo me non è così perché tutte le situazioni sono diverse. Sono molto elettrizzata – prosegue la lunghista azzurra –, ogni cosa che accadrà a Tokyo sarà un punto guadagnato. Ho provato a immaginarmeli i Giochi, ma non ci riesco perché è qualcosa di troppo grande per poterlo immaginare».
«Ogni edizione è speciale, speriamo che questa lo sia ancora di più. Ma lo sarà sicuramente, un segno di ripartenza non solo per lo sport ma per tutta l’umanità». Lasciando il Quirionale lo ha detto il campione olimpico della scherma, Aldo Montano, alla sua quinta Olimpiade. —
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