Davide Vaira: «Sarà una squadra guerriera»
«Sono onorato di essere a Modena e Gianni De Biasi mi ha consigliato bene. Acquisteremo gente forte e motivata»
Riccardo Panini
Si percepisce chiaramente che Davide Vaira avverte il peso degli oneri e l’orgoglio degli onori presentandosi come nuovo direttore sportivo del Modena. Per lui quella gialloblù rappresenta la grande occasione: un compito difficile e al contempo stimolante. Ma la storia di Vaira è già piena di ostacoli saltati, sportivi e personali; situazioni complicate come una malattia dribblata quando ancora era giocatore a fine carriera e una da “ds” che da sempre aveva nel sangue, costruita nel mondo virtuale di Football Manager e poi diventata realtà. «Sono felice ed orgoglioso di essere stato scelto da questa nuova società – ha detto Vaira. Ho scoperto nella famiglia Rivetti persone davvero eccezionali, con le quali c’è stata da subito piena sintonia di vedute e condivisione dei valori trainanti». Il primo pilastro è ovviamente quello del mister: Attilio Tesser è stata una scelta quasi naturale che il neo “ds” gialloblù ha raccontato così: «In Tesser ho trovato tutte le qualità che cercavo. Un allenatore che ha già vinto in questa categoria e che ha colto grandissime soddisfazioni anche in serie B e in A; un tecnico esperto, che ha come fulcro del suo lavoro la forza del gruppo. Ho chiamato Attilio e ci siamo incontrati a Milano, abbiamo parlato un paio d’ore che sono state piacevolissime e piene di calcio e non solo. La sintonia con lui è stata immediata e sono estremamente soddisfatto di essere riuscito a portarlo a Modena». Una piazza che Davide Vaira aveva frequentato da osservatore e avversario e sulla quale ha chiesto consiglio a chi ha saputo renderla felice: «Quando mi si è aperta davanti questa porta, ho chiamato De Biasi per avere qualche suggerimento. Gianni ha avuto parole importanti sul mio conto e di questo lo ringrazio. Al Braglia ho sempre potuto percepire trasporto e passione, un ambiente che trasmette emozioni e al quale cercheremo di regalare le soddisfazioni che merita». Ma anche determinazione. Cattiveria agonistica. E così, ad una domanda rivolta a Tesser, il direttore sportivo canarino è entrato in tackle per sottolineare cosa pretende da chi entrerà a far parte della squadra in allestimento. «Ho parlato, parlo e parlerò con ciascuno dei giocatori che verranno scelti per entrare in questo gruppo. Chi accetta lo deve fare con convinzione, non devo pregare nessuno a condividere il nostro programma. Sono trasparente, nessun giochino o sotterfugio. Chi si infila questa maglia deve essere pronto a giocarsi 38 battaglie. Serve fame e voglia di emergere, in serie C è necessaria la qualità per primeggiare ma occorre soprattutto essere pronti a sacrificarsi e lottare. Avere stile e valori caratteriali non esclude affatto l’aspetto motivazionale e di carica agonistica che noi pretendiamo. Sangue agli occhi e rabbia sportiva, la nostra deve essere una squadra tosta». Il profilo è tracciato ma anche le idee sono già chiare. Sui nomi Vaira ha giocato a carte scoperte: «Abbiamo già comunicato ai giocatori della rosa della passata stagione chi è nostra intenzione tenere e chi invece non farà parte del nostro gruppo. Resteranno Pergreffi, Ingegneri, Gerli, Gagno e Narciso al quale abbiamo rinnovato il contratto. Abbiamo offerto il rinnovo anche a Zaro e Spagnoli, sul quale punto molto. Spero scelgano con determinazione di rimanere. Per il resto siamo molto avanti con tante trattative perché la nostra idea è quella di presentarci alla partenza del ritiro di metà luglio con la squadra completata almeno all’80%. Dal centrocampo in su cambierà tutto. Con ogni probabilità ci attende il girone B dove ci saranno le tre retrocesse dalla B, per questo la nostra priorità sono giocatori che conoscono la categoria e magari l’hanno già vinta». —
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