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continuano i problemi in francia

Cadute in serie, polemiche al Tour Van der Poel ancora maglia gialla

Cadute in serie, polemiche al Tour Van der Poel ancora maglia gialla

La Lorient-Pontivy di 182 chilometri dominata dalla squadra belga L’arrivo appare farsato dai troppi “scivoloni”. Pogacar: «Brutta giornata»

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parigi. Ancora cadute e tanto spavento in un Tour de France finora stregato. La terza tappa, la Lorient-Pontivy di 182,9 km, è una festa per il team Alpecin-Fenix, che difende senza problemi la maglia gialla di Mathieu van der Poel e cala la doppietta in volata con il belga Tim Merlier che precede il connazionale Jasper Philipsen. A far notizia, però, sono ancora una volta le cadute, che riguardano tutti gli uomini di alta classifica. Il primo a finire a terra, in ordine di tempo, è il britannico Geraint Thomas, una bruttissima caduta a inizio giornata e, seppur dolorante, con l’aiuto dei compagni del team Ineos Grenadiers riesce a rientrare in gruppo.

Discorso diverso invece per Primoz Roglic, che perde il controllo della bici a 15 km dall’arrivo e taglia il traguardo a 1’21” dal vincitore. Secondo un medico al seguito della manifestazione, il vincitore del Tour 2018 potrebbe soffrire di una lussazione alla spalla destra e di certo la sua corsa a questo punto diventa tutta in salita. A terra si è ritrovato anche l’australiano Jack Haig, leader della squadra del Bahrain.

Va meglio, ma solo in termini cronometrici, al re del Tour 2020 Tadej Pogacar, che finisce a terra a pochi chilometri dal traguardo e perde “solo” 26 secondi, ma a fine tappa esprime tutto il suo comprensibile disappunto per una corsa finora condizionata dalle cadute anche in ottica classifica generale.

«Non è stata una bella giornata, abbiamo visto troppe cadute nuovamente ed è davvero frenetico – ha osservato Pogacar – Quando ho tagliato il traguardo non sapevo quanto tempo avessi perso o se avessi mantenuto la maglia bianca. Ho sentito che alcuni miei rivali sono cascati e hanno perso tempo, ma non è quello che vogliamo vedere. Questi primi giorni sono stati davvero stressanti, speriamo che la situazione si calmi presto» ha concluso.

Certo che il problema della sicurezza dei corridori sta condizionando questa primissima parte della Grande Boucle.

La tappa è stata caratterizzata dal lungo tentativo di fuga condotto da Cyril Barthe, Maxime Chevalier, Michael Schar, Jelle Wallays e Ides Schelling, mentre c’è da registrare che finiscono a terra anche Ewan e Sagan, segno davvero di un Tour finora maledetto.

Gli ultimi fuggitivi sono stati ripresi a cinque chilometri dal traguardo. Oggi un’altra tappa per velocisti, tra Redon e Fougères (Ille-et-Vilaine), lungo un percorso di 150,4 chilometri, senza alcuna salita classificata.

Una frazione sulla carta facile per il gruppo, probabile un nuovo arrivo in volata e la speranza che le cadute siano terminate.

L’unica squadra a fare festa è l’Alpecin-Fenix, che dopo l’assolo di Mathieu Van der Poel sul Mur de Bretagne conquista un altro successo con Tim Merlier, che si aggiudica uno sprint ristretto davanti al compagno di squadra Jasper Philipsen, mentre il fuoriclasse del team Van der Poel resta con la maglia gialla in una giornata ricca di insidie e trabocchetti, senza esclusione di colpi. —

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