Lopez: «Locatelli mi ricorda Pirlo Berardi vero leader del Sassuolo»
Il centrocampista francese sta seguendo i tre neroverdi impegnati in azzurro ai campionati Europei: « Raspadori è molto forte e ha grande personalità»
Paolo Seghedoni
È l’erede designato di Manuel Locatelli, nella stagione scorsa si è ambientato nel calcio italiano e ha dimostrato di avere i numeri per poterci stare e per crescere ancora. È Maxime Lopez, il franco algerino nato a Marsiglia che, dopo aver giocato sempre nell’Olympique, ha raggiunto il Sassuolo e ha intenzione di lasciare il segno.
Nei giorni scorsi Lopez (dopo aver seguito, anche allo stadio, la nazionale francese fresca di clamorosa eliminazione contro la Svizzera) ha parlato a Eurosport.fr dei tre nazionali azzurri del Sassuolo, Manuel Locatelli appunto, Domenico Berardi e Giacomo Raspadori.
«Locatelli è più giovane di me ma è già molto maturo, penso sia anche per questo motivo che è riuscito a fare bene in nazionale». Lopez fa un paragone decisamente impegnativo: «Mi ricorda Pirlo, un giocatore elegante che sa usare bene il destro e il sinistro. E' un giocatore di alta qualità. Lo abbiamo visto nel primo gol contro la Svizzera quando ha lanciato Berardi. Gioco corto, gioco lungo…, Manuel può fare tutto. Mi è piaciuto molto giocare con lui quest'anno, è molto forte anche in fase difensiva».
Locatelli e Lopez sono anche molto amici: «È uno dei giocatori che mi ha aiutato di più quando mi dovevo ambientare, è davvero una brava persona, un ragazzo semplice. È uno che lavora molto e ha saputo correggere i suoi errori nel tempo. Al Sassuolo è maturato moltissimo».
Il francese si illumina anche parlando di Domenico Berardi: «Ha letteralmente trascinato la squadra con le sue qualità, è il vero leader tecnico del Sassuolo, un giocatore decisivo che sa anche difendere e sa dare l’esempio in campo. A mio parere Berardi è un atleta di altissimo livello. Negli spogliatoi è un po’ matto – racconta Lopez passando dall’aspetto tecnico a quello umano – sa creare l’atmosfera giusta e fa molte battute. Sul terreno di gioco, invece, è molto calmo ed è un vero leader per noi. E poi Domenico si fa voler bene da tutti i compagni di squadra».
Da ultimo Maxime Lopez parla anche di Giacomo Raspadori, l’azzurro arrivato all’ultimo minuto nella squadra di Mancini: «È uno dei futuri attaccanti dell'Italia. Non è partito forte a inizio stagione, ma alla fine ha accelerato e ha ottenuto risultati importanti. È stato decisivo nelle grandi partite, soprattutto con le sue due reti messe a segno a San Siro contro il Milan». Da un centrocampista tascabile a un attaccante tascabile: «Raspadori non è molto alto, ma è molto forte. Mi piace molto la forza che ha nelle gambe, è molto difficile da spostare in campo. Tecnicamente, si trova a suo agio sotto la porta. Lo abbiamo visto in questa stagione, soprattutto nel finale. Nonostante la giovane età, è un ragazzo molto tranquillo, diciamo che è più discreto rispetto a Locatelli e Berardi, nonostante questo ha una grande personalità». —
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