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«Mister Di Donato al Carpi? Ancora non è sicuro, sondato anche Siviglia»

Fabio Garagnani
«Mister Di Donato al Carpi? Ancora non è sicuro, sondato anche Siviglia»

Il presidente Mantovani: «Stiamo facendo valutazioni sul nuovo allenatore La decisione la prenderemo entro mercoledì prossimo»

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Fabio Garagnani

Il ds Andrea Mussi e mister Daniele Di Donato si aspettavano la firma venerdì, al più tardi ieri, ma di domani in domani la dead line è stata spostata avanti come tutte le precedenti e ancora non si sa quando sarà il giorno giusto. Anzi, per un po’ neppure ci sarà, visto che lo stallo potrebbe prolungarsi fino a mercoledì 7 luglio, quando mancheranno poco più di dieci giorni dall’inizio del ritiro. Tempi strettissimi, considerando che la rosa attuale è composta da una quindicina di giocatori mal contati. Quale sia l’inghippo non è dato saperlo, ma è certo che viaggia ai piani alti. Mussi il suo l’ha fatto, Di Donato pure. L’accordo c’è. Anche Sebastiano Siviglia è già stato contattato e il tempo per chiudere ci sarebbe stato pure lì.

Il presidente Matteo Mantovani è consapevole del ritardo, e ne da la spiegazione: «Abbiamo capito che bisogna mettere l’allenatore nelle migliori condizioni per poter operare. Abbiamo visto che non eravamo d’accordo su alcune cose e abbiamo deciso di sistemarle. Ora siamo a posto e entro mercoledì annunceremo perché è la nostra priorità».

E quali sono queste “cose”? «Di ambiente e gestione nostra. Con l’esperienza fatta abbiamo capito che un profilo non è detto che sia adatto indipendentemente dall’ambiente in cui va ad operare. Siccome vogliamo mettere le persone nelle condizioni di ottenere risultati, abbiamo dovuto prima avere un allineamento interno per avere un ambiente diverso da quello vissuto quest’anno. Non vogliamo scegliere su due piedi per poi pentirci tra qualche mese. Vivere da separati in casa non è stato certamente un clima idoneo. L’allenatore deve lavorare d’accordo al cento per cento con la proprietà».

Insomma, nessun tecnico scelto da altri come fu per Pochesci, che a ben vedere avvalora l’interpretazione che in società qualcosa stia cambiando e che la strada da prendere dipenda dall’ingresso o meno del consigliere non esecutivo Alessandro Forlenza, che spingerebbe in direzione Siviglia, piuttosto che Di Donato. Un quadro che collima anche con quanto discusso in questi giorni dai soci: «Priorità per il futuro della società, l’identità, cosa vuoi fare e dove vuoi arrivare e con quale prospettiva temporale programmare».

Un’idea di futuro diversa, che contempla almeno un paio di assetti societari, ognuno dei quali corrisponde a un tecnico. Del resto, se a Mantovani si chiede di Di Donato, risponde: «Il nome è in discussione, non è definito». Siviglia? «Abbiamo parlato anche con lui, come con altri».

Intanto, la società ha risposto ieri a una richiesta di chiarimenti sull’iscrizione giunta dagli organi preposti. Lo stesso presidente fa sapere che è tutto nella norma. —

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