Carpi, la grande paura: il ricorso affidato a Mattia Grassani
Enrico Ronchetti
Il Carpi è ufficialmente non iscritto alla Serie C e per rientrare “dalla finestra” dovrà vincere un ricorso che ha affidato al fuoriclasse degli avvocati sportivi: Mattia Grassani. Ricevuta l'ufficialità dell'esclusione dalla Covisoc alle 23:05 di giovedì, il club del presidente Matteo Mantovani, che fino a quel momento ha sperato che la situazione si potesse chiudere in modo bonario, si è subito messo in moto e nella mattinata di ieri ha dato mandato all'avvocato Grassani per il ricorso “ritenendo – così recita la nota ufficiale diramata dalla società – di aver operato in linea con le normative vigenti e federali, al fine di completare la domanda di iscrizione al campionato di Serie C 2021/22”. Come già spiegato ieri, la contestazione avanzata dalla Covisoc è relativa alla rateizzazione dei contributi previdenziali che la società deve versare in favore dei propri dipendenti, in primis i calciatori. Secondo il Carpi, che avrebbe avuto l'assenso dell'Inps, la rateizzazione era possibile in dodici tranche, mentre per la Lega Pro e quindi la Covisoc i contributi vanno versati al massimo in quattro rate. Una situazione che in un primo momento sembrava coinvolgere oltre una dozzina di società e che quindi lasciava il Carpi piuttosto tranquillo, ma le comunicazioni ufficiali della Covisoc sono poi arrivate “solo” a cinque club, e cioè Casertana, Paganese, Novara e Sambenedettese, oltre al Carpi stesso. Un panorama ben diverso da quello dipinto nella giornata di giovedì dalla società biancorossa, che pensava di essere in una compagnia ben più folta e quindi al riparo da possibili esclusioni.
Ecco perchè, dopo l'ottimismo delle prime ore che sembrava portare ad una pratica quasi “pro forma”, nella giornata di ieri ha iniziato a salire la preoccupazione per una situazione che appare tutt'altro che scontata. La strada del ricorso, che l'avvocato Grassani dovrà presentare entro le 19 di martedì 13 luglio, sembra infatti impervia e non di banale soluzione. Nel corso degli ultimi anni la percentuale di accoglimento dei ricorsi si è infatti abbassata molto, con Figc e Lega che hanno adottato il criterio della “tolleranza zero”. Il Carpi trattiene il respiro e si affida a Grassani, difensore dei biancorossi già in epoca Bonacini e che negli anni ha risolto al club di via Marx parecchie patate bollenti, dal caso Malatesta nell'anno della promozione in C1, allo spegnimento delle luci del Braglia nella notte di Carpi-Padova esordio “casalingo” assoluto in Serie B. L'unica volta in cui il Carpi si è trovato Grassani contro, un anno fa nella querelle col Bari per la quarta promossa in B dopo lo stop-Covid, la spuntò proprio la società pugliese difesa dall'avvocato bolognese. Che questa volta torna ad essere l'alleato più prezioso verso il Consiglio Federale di giovedì 15, che dovrà ufficializzare le squadre ammesse ai prossimi campionati. —
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