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Nubi nere si addensano sul Carpi che ora rischia di non fare la C

Fabio Garagnani
Nubi nere si addensano sul Carpi che ora rischia di non fare la C

La società continua a manifestare ottimismo sull’esito del ricorso avverso al parere Covisoc, ma i problemi non sarebbero solo di carattere burocratico

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CARPI. Nubi da burrasca oscurano il cielo del Carpi: mentre la società continua a manifestare ottimismo sull’esito del ricorso avverso al parere Covisoc che la estrometterebbe dalla Serie C, tutto intorno sembra convergere verso un epilogo opposto. Partendo dalle indiscrezioni giornalistiche fino ai particolari che emergono giorno dopo giorno. Sul tavolo, infatti, non ci sarebbe solo un problema di rateazioni, ma carenze che non possono essere superate da successivi adempimenti perché effettuate fuori da termini perentori. Dubbi anche sulla correttezza del procedimento adottato che riguarderebbe non solo l’INPS, che avrebbe rigettato la prima rateazione extralarge proposta per poi accettarne una successiva, ma anche l’Irpef. Le contestazioni vanno quindi al di là di un problema di interpretazione del regolamento e dipingono un quadro estremamente critico, perché le violazioni che la Covisoc ha rilevato apparirebbero difficilmente superabili.

Un fulmine arrivato non propriamente a ciel sereno, visto che l’Istituto di vigilanza aveva già fatto visita alla sede di via Abetone e aveva richiesto integrazioni anche in un momento successivo alla presentazione dell’iscrizione. I venti di tempesta sembrano non toccare la società biancorossa, da cui trapela assoluta fiducia nell’avvocato Mattia Grassani, luminare della giurisprudenza sportiva al lavoro in queste ore per completare le carte del ricorso in vista della scadenza delle ore 19 di martedì 13 luglio. La decisione finale sull'ammissione spetterà poi al Consiglio Federale di giovedì 15 luglio.

Una vicenda nella quale il Carpi cammina a braccetto con altre cinque squadre, tutte intente a preparare il ricorso. Su di queste, come sui biancorossi, negli ambienti del calcio si sprecano voci che spesso ripropongono una versione comune, sintetizzata ieri dal giornalista Nicola Binda della Gazzetta dello Sport, intervenuto sul tema delle iscrizioni alla Serie C con un post sul suo sito facebook: «Malgrado l’ottimismo delle società - convinte soprattutto dal fatto che le norme di diritto civile siano dalla loro parte - le verifiche di queste ultime ore presentano un quadro molto più preoccupante di quello che ho presentato nelle prime ore dopo i pareri Covisoc». Ha poi dipinto uno scenario da problema «risolvibile» per la Paganese», «serio ma risolvibile» per la Sambenedettese, «molto serio» per Chievo, Carpi e Novara, «irrisolvibile» per la Casertana, che oltre a non aver presentato la fideiussione, sarebbe stata bocciata per motivi infrastrutturali.

La situazione biancorossa appare dunque in bilico, e non è detto che il 15 luglio torni il sereno. —

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