Bruno vuole entrare nella storia dei Giochi
Il formidabile campione di Modena sogna di salire sul podio a Tokyo conquistando la quarta medaglia olimpica di fila
Fabio Rossi
Non solo un sogno, ma anche e soprattutto un obiettivo, anzi l’ “Obiettivo” per eccellenza di un’estate che potrebbe consegnarlo alla storia del volley: Bruno Mossa de Rezende, in arte Bruno o “Bruninho”, se preferite, inimitabile e sublime regista nonché capitano del Brasile e di Modena Volley punta alla sua quarta medaglia personale ai Giochi Olimpici. Sì, avete capito bene, quarta medaglia olimpica, non proprio un traguardo raggiunto da tanti in carriera: il “Genio”, idolo dei tifosi verde-oro, avrà l’opportunità, di centrare questo incredibile traguardo ai Giochi Olimpici di Tokyo, eguagliando così i più grandi nella storia di questo sport. Qualche nome per far capire la portata di quella che sarebbe una impresa fantastica? Li ha fatti webvolei.com.br citando un record sinora firmato da Samuele Papi, uno che in azzurro ha scritto davvero la storia, o quello di un altro brasiliano, il libero Sergio, che ha accompagnato Bruninho nelle ultime imprese in verde-oro, per non parlare della cubana Ana Fernández ( tre ori addirittura) e dei russi russi Serhey Tetyukhin e Inna Ryskal.
argento in Cina 2008
È l’inizio della favola a cinque cerchi del giovane Buno Mossa de Rezenede, che raccoglie l’eredità di Ricardo, e fresco di nomina nella Selecao verde-oro ad appena 22 anni, a Pechino guida il Brasile con il collega di ruolo Marcelo.
Girone eliminatorio con 4 vittorie e 1 sola sconfitta contro la Russia, poi un facile 3-0 ai padroni di casa della Cina in 1 ora e 13 minuti davanti a 13.000 spettatori prima di tuffarsi nelle sfide per le medaglie. Il 22 agosto 2008 Bruno Mossa de Rezende spezza l’ennesimo sogno olimpico dell’Italia battendola 3-1 in semifinale (19-25 25-21 25-18 25-22) garantendosi almeno il podio. 48 ore dopo, però, il 24 agosto 2008 il Brasile deve ammainare bandiera, piegato 3-1 (20-25 25-22 25-21 25-23) dagli Stati Uniti guidati da un altro grandissimo regista, ex Modena, Lloy Ball.
argento a Londra
Passano quattro anni e Bruno ci riprova, questa volta fianco a fianco di Ricardo: si gioca a Londra e il Barsile chiude al secondo posto la prima fase in cui concede una sconfitta 1-3 (25-23 25-27 19-25 17-25) nel match con gli Stati Uniti. Si passa alla fase ad eliminazione diretta e lì il Brasile cambia marcia: 3-0 travolgente all’Argentina, quindi l’ormai “solita sfida” con l’Italia in semifinale. All’Earls Court Exhibition Centre di Londra davanti a 14.000 spettatori i verde-oro liquidano gli azzurri 3-0 (21-12 21) arrivando così da favoriti alla finalissima. Il 12 agosto 2012 il Brasile domina la Russia per due set, anzi quasi per tre portandosi sul 2-0 (19-20), ma si fa sfuggire il terzo, perso 29-27, e si arrende nei successivi (22, tie-break 15-9). È il secondo argento, ancor più amaro di quello di quattro anni prima ad Atene.
Finalmente gold
Arriva il 2016, Bruno è il signore di un Brasile che si presenta a Rio de Janeiro da padrone di casa, ruolo difficile che manda in crisi i verde-oro nella prima fase, chiusa al quarto posto con 3 vittorie e 2 sconfitte. Dai quarti però tutto cambia: 3-1 all’Argentina, 3-0 e rivincita contro la Russia, finale contro l’Italia, il 21 agosto 2016 vinta 3-0 (22-26-24) e terza medaglia olimpica. E ora testa a Tokyo per aggiungerne una quarta, magari ancora del metallo più pregiato entrando così non solo nella storia, ma anche nella leggenda. —
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