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Ginnastica artistica, la delusione olimpica non ferma Elisa Iorio: titolo italiano

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Ginnastica artistica, la delusione olimpica non ferma Elisa Iorio: titolo italiano

Esclusa dalle convocate per Tokyo a causa di un vecchio infortunio, dimostra la sua forza conquistando l’oro alle Parallele

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Mai sottovalutare il cuore di un campione. Mai sottovalutare il cuore della piccola, grande Elisa Iorio.

La giovane ginnasta modenese ieri ha conquistato l’oro di specialità alle parallele dopo la settimana più difficile della sua carriera sportiva, quella in cui è arrivata l’esclusione dalle convocazioni per le prossime Olimpiadi di Tokyo.

Una decisione presa dal direttore tecnico Enrico Casella che le ha preferito Giorgia Villa, Martina Maggio, Asia D’Amato, Alice D’Amato (oltre a Vanessa Ferrari che ha conquistato il pass da individualista).

Elisa era reduce da un lungo periodo di recupero dopo un grave infortunio alla caviglia e il direttore tecnico non ha ritenuto sufficiente la sua condizione atletica. Una vera ingiustizia per la 18enne modenese che era stata una delle trascinatrici della squadra azzurra allo storico bronzo del Mondiale del 2019. Diciamo la verità. Se non ci fosse stato lo slittamento di un anno delle Olimpiadi a causa del Covid, Elisa sarebbe stata senza ombra di dubbio in pedana a Tokyo. Poi la pandemia, i Giochi posticipati e quell’infortunio: una serie di coincidenze sfortunate, che avrebbero abbattuto un leone. Elisa, invece, si è ripresa e ha continuato ad allenarsi con forza e determinazione nel centro federale di Brescia, dove suda e vive da quando ha 12 anni, lontano dagli affetti familiari. Il recupero, come sempre avviene in uno sport così logorante come l’Artistica, è stato lungo e duro, ma il risultato ottenuto ieri grida vendetta, perché Elisa ha dimostrato sul campo che probabilmente la sua condizione non era così lontana da quella delle sue compagne azzurre. Anzi.

Ieri si è laureata Campionessa d’Italia alle parallele asimmetriche con 14.350. Un esercizio meraviglioso che le ha permesso di piazzarsi davanti a Martina Maggio (14.250) e Alice D’Amato (13.850). Forse una magra consolazione rispetto al sogno olimpico, ma l’ennesima dimostrazione dell’immensa classe della 18enne modenese. —

GIB

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