A dicembre 2020 erano spuntate alcune criticità nel bilancio della società
Che questa prima stagione della nuova proprietà non fosse all’insegna della tranquillità era già emerso nella Revisione dei conti del Bilancio 2019-20, l’ultimo dell’era Stefano Bonacini ma approvato nel dicembre scorso dai nuovi soci.
In quella occasione, sia il Revisore dei conti che il Collegio sindacale si erano soffermati a lungo sulla sostenibilità della stagione 2020-21, facendo emergere più di una carenza a fronte di un budget economico finanziario elaborato dalla società il 4 dicembre 2020, dal quale emergeva un deficit proiettato a fine esercizio di circa un milione di euro.
In particolare, si legge nella relazione, «non ci sono stati forniti elementi probativi relativi alle trattative per la cessione degli asset di proprietà (in realtà poco dopo venne ceduto Biasci al Padova, ndr); non ci sono evidenze concrete della capacità di avere accesso al credito; in assenza di impegni vincolanti da parte degli azionisti e non avendo avuto riscontri sulla loro capacità finanziaria non è possibile prevedere, se richiesto al fine di garantire la continuità aziendale, forniscano in futuro il necessario supporto patrimoniale e finanziario alla società».
Per queste ragioni, la società di revisione si era dichiarata «non in grado di esprimere un giudizio». Il Collegio sindacale aveva invece suggerito un versamento immediato di 300 mila euro e l’impegno dei soci a sottoscriverne uno ulteriore di 800 mila euro dopo il calciomercato invernale. In queste motivazioni trova la sua ragion d’essere l’aumento di capitale di un milione deliberato dal Cda lo scorso maggio. Una volta versato per intero dai soci, porterà al rimescolamento delle quote societarie, al momento ancora immutate. —
F.G.
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