Una tremenda mazzata per il Carpi, la Federcalcio lo ha escluso dalla serie C
Il Consiglio Federale conferma la condanna della Covisoc. Inutile il tentativo dell’avvocato Grassani di evitare il disastro
Fabio Garagnani
Il Carpi è fuori dalla Serie C: questa la sentenza del Consiglio federale della Figc, che ieri si è riunito per esaminare i ricorsi avversi al giudizio negativo già espresso nei giorni scorsi dalla Covisoc. Si consuma così una delle giornate più dolorose dell’ultracentaria storia del club di via Marx, al quale era successo sì di fallire, ma mai di vedersi rifiutata la pratica di iscrizione a un campionato. Una flebile speranza è legata all’ultimo grado della giustizia sportiva: il Collegio di garanzia del Coni presieduto da Franco Frattini, al quale la società si appellerà nel tentativo di invertire una rotta che ha preso una bruttissima direzione. Dopo rimarranno solo i gradini della giustizia ordinaria, con Tar e Consiglio di Stato.
L’OTTIMISMO
La società continua a manifestare ottimismo, e sfida la sorte presentando il tecnico Sebastiano Siviglia pochi minuti dopo il pronunciamento del Consiglio Federale. Difficile capire dove sia il limite tra cieca fiducia nel proprio operato e inconsapevolezza rispetto a problematiche che hanno invece radici lontane, già al dicembre del 2020, quando i Revisori dei conti, nell’esaminare l’ultimo bilancio dell’era Bonacini approvato dai nuovi soci, avevano espresso più di un dubbio sulla sostenibilità aziendale per la stagione 2020-21, insistendo in particolare sull’urgenza di un aumento di capitale di un milione. L’iniezione di denaro è stata poi deliberata dal Cda ma, visura alla mano, non è ancora stato completata dai soci, tanto che ad oggi la composizione societaria rimane la stessa dell’origine, fatta eccezione per le quote di DM Legno passate a Federico Marcellusi. Che il giudizio fortemente preoccupato dei Revisori possa aver influito sul parere della Covisoc è escluso dalla società, che ha sempre ridotto il tutto a un problema di rateazioni, mentre fonti certe parlavano già di scadenze perentorie non rispettate sia per contributi Inps che Irpef, avanzando anche perplessità sulla procedura adottata dalla società.
LA MONTAGNA DEL CONI
Il ricorso al Coni, che dovrebbe essere discusso in tempi brevi, non sarà una passeggiata di salute. Il Collegio di garanzia, infatti, raramente si pronuncia contro le esclusioni decretate dalle Leghe. I precedenti non sono troppo confortanti, e l’elenco delle bocciature confermate per mancato rispetto dei criteri economico finanziari segnalati dalla Covisoc è lunghissimo: Palermo, Como, Avellino, Paganese. Maggior elasticità sembra essere garantita per chi, recentemente Bisceglie e Audace Cerignola, è saltato per questioni riguardanti criteri infrastrutturali. Anche il ricorso al Coni, seppur affidato a un esperto della materia come Mattia Grassani, appare quindi complesso da scalare. Al momento è però l’unico tavolo su cui il Carpi può giocare le fiches residue con qualche piccola possibilità di riuscita.
UN FUTURO PIENO DI NUBI
Serie C, Serie D, Eccellenza e con quale società? Domande che per ora rimangono senza risposta in attesa del ricorso al Coni che restringerà ancora di più i tempi per la realizzazione di un Piano B, nel caso venisse confermata l’esclusione.
L’intenzione di ricorrere eventualmente anche a Tar e Consiglio di Stato fa pensare che l’attuale proprietà non abbia nessuna intenzione di mollare la presa, ma la bocciatura del Coni aprirebbe inevitabilmente a tutt’altri scenari, portando alla risoluzione di tutti i contratti in essere e dilapidando il residuo patrimonio giocatori. Un effetto a cascata che, in assenza di un progetto alternativo, potrebbe lasciare il pubblico del Cabassi senza calcio per un’intera stagione. —
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