Maglie verdi bandite, ma quella del Sassuolo resta in piena regola
“Neroverdi, neroverdi, i colori di chi non si arrende mai / neroverdi siamo forti, siamo noi”, l’inno del Sassuolo ricorda bene quali siano i propri colori, quelli con cui ormai tutti identificano Magnanelli & Company, eppure nelle ultime ore qualcuno ha attentato proprio alla storica tonalità. Uno scherzo? Niente affatto, è solo una norma introdotta dalla Lega di Serie A. Nell’ultimo regolamento sulle divise della Serie A, all’articolo 2 si legge: “Dalla stagione 2022/2023 è vietato l’utilizzo delle divise da gioco di colore verde per i calciatori di movimento”. Questa inedita campagna contro il verde ha lasciato tutti perplessi, preoccupando particolarmente i sassolesi, che hanno visto minacciato uno dei colori sociali. È vero che, in un mondo ormai sempre più paradossale, tutto finisca per essere plausibile, ma chi ce l’ha con il verde e, soprattutto, perché? Il motivo va ricercato nelle questioni televisive: le mute verdi causerebbe contrasti video con il terreno di gioco e con alcune visualizzazioni grafiche, ovvero con gli spazi pubblicitari virtuali aggiunti digitalmente alle immagini trasmesse. Ecco, dunque, l’ultima deriva di un calcio sempre più schiavo dei diritti Tv: dopo i budget, i giorni e gli orari tocca all’abbigliamento. Fortuna vuole che la norma non riguardi, almeno per ora, i colori sociali e le prime maglie, quindi il Sassuolo può tirare un sospiro di sollievo e utilizzerà la sua prima divisa neroverde. Non vedremo più, invece, la seconda maglia verde fluo della Lazio, il completo militare del Napoli 2019, il verde acido della Juve 2014 e altre mise più o meno riuscite. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
