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Il Carpi oggi deposita il ricorso Sabato sarà il D-Day biancorosso

Fabio Garagnani

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Fabio Garagnani

La camminata nel deserto dei tifosi biancorossi terminerà solo sabato prossimo, quando il Coni dovrebbe dare la propria sentenza sul ricorso presentato dall’avvocato Mattia Grassani contro l’esclusione del Carpi dalla Serie C decretata dal Collegio federale. Condizionale d’obbligo, perché il giorno del giudizio rimane frutto di indiscrezioni e non è ancora stato confermato. Di certo cadrà prima del 27, quando verranno svelati i tre gironi della Serie C. La società intende fare di tutto per conservare il titolo e per questo si è sobbarcata la parcella di uno degli avvocati più quotati in ambito sportivo. Entro oggi, Grassani depositerà il ricorso, sia via Pec che in cartaceo. Significa che in via Marx qualcuno ci crede ancora, Ncs in particolare, mentre da qualche tempo appare più defilato l’altro socio Federico Marcellusi. In caso di bocciatura, in termini normativi non sembra esserci nessun divieto al fatto che una società non iscritta alla Serie C possa poi partecipare a un campionato dilettanti su decisione del presidente della Federazione. Il comma 10 dell’articolo 52 delle Noif della Federazione, che disciplina la casistica, riguarda i casi in cui la società sia in stato di insolvenza, cosa che ora il Carpi non è. Per non accedere allo status dovrà però aver sistemato tutte le pendenze per poi rientrare nei parametri richiesti dalla nuova categoria. In linea teorica esiste quindi la possibilità che la Figc possa iscrivere la società in D in caso di rigetto del ricorso. L’eventualità appare però del tutto remota, perché assomiglierebbe tanto a un accanimento su una realtà che perderebbe così tutto il patrimonio giocatori. Gli attuali proprietari dovrebbero poi convincere la Federazione a non iscriverli nella black list in cui trovano posto i soci e gli amministratori di società destinatarie di provvedimenti di esclusione dal campionato. In quel caso, per garantire la sopravvivenza della società, dovrebbero passare la mano. Significa che, salvo colpi di scena e se la sentenza del Collegio di Garanzia dovesse essere avversa, è difficile prevedere un futuro per il “Carpi Fc 1909”. Per quanto riguarda il Piano B, siamo ancora a livello di suggestione, ma qualcosa si muove tra vecchi sponsor, l’attuale settore giovanile e alcuni imprenditori legati all’United Carpi (Prima categoria). Il tributo da versare sarebbe elevato, visto che si dovrebbe ripartire da zero, seppur con il nucleo del settore giovanile che potrebbe essere salvaguardato. E poi ci sono i 300mila euro per essere ammessi in sovrannumero in D, un tributo alzato nel luglio 2019. 100 mila, invece, per ogni altro campionato dilettanti. —

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