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Il Collegio di Garanzia respinge il ricorso e il Carpi viene estromesso dalla Serie C

Fabio Garagnani
Il Collegio di Garanzia respinge il ricorso e il Carpi viene estromesso dalla Serie C

I biancorossi al momento esclusi dai professionisti. Ora ll sindaco dovrà assegnare il titolo sportivo ad una nuova società

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Fabio Garagnani

Il Carpi è fuori: il Collegio di Garanzia del Coni ha infatti respinto ieri, in tarda serata, il ricorso della società contro l’esclusione dalla Serie C.

Le contestazioni sollevate dalla Covisoc non erano sanabili. Non lo erano per il Consiglio Federale, ora anche per il Coni. L’ufficialità solo questa mattina, ma le indiscrezioni non lasciano scampo.

Si vedrà nelle prossime ore se la società intenderà proseguire ostinatamente valicando la giustizia sportiva per entrare in quella amministrativa del Tar del Lazio.

Di certo c’è che nessuno degli organi interpellati ha ritenuto sin qui sanabili le mensilità Inps pagate con una rateizzazione troppo lunga, o quelle Irpef non pagate e rateizzate senza l’autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate o ancora quelle Inps rateizzate fuori tempo massimo.

‘Dimenticanze’ che salvo colpi di scena legati ad una eventuale sosospensiva Tar del Lazio cancelleranno 20 anni di storia del ‘Carpi fc 1909’ e apriranno a un futuro sicuramente pieno di incertezze.

E complicato, così come sarà complicato trovare un punto di contatto tra due strade che ora viaggeranno parallele: il ricorso della società e l’attribuzione del titolo sportivo.

IL RICORSO AL TAR

Ormai da tre anni è stata devoluta al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, ogni competenza sulle “controversie relative ai provvedimenti di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche delle società o associazioni sportive professionistiche, o comunque incidenti sulla partecipazione a competizioni professionistiche”. A patto ovviamente che, come nel caso del Carpi e delle altre ricorrenti, siano stati espletati tutti i gradi della giustizia sportiva. I tempi per preparare le scartoffie sono stretti, così come quelli della sentenza. Dopo, in caso di decisione avversa, ci sarà solo il Consiglio di Stato. A giudicare dai precedenti, le possibilità di riuscita sono poche.

IL TITOLO SPORTIVO

Ora la palla passerà al sindaco, perché così stabiliscono le norme federali: «In caso di non ammissione al campionato di Serie A, Serie B e di Divisione Unica-Lega Pro il Presidente Federale, d’intesa con il Presidente della Lnd, potrà consentire alla città della società non ammessa di partecipare con una propria società ad un Campionato della Lnd, anche in soprannumero, purché la stessa società adempia alle prescrizioni previste dal singolo Comitato per l’iscrizione al Campionato». La proprietà non potrà però essere quella attuale, destinata a rimanere per cinque anni nella black list della Federazione. Sarà il Primo cittadino a consegnare di fatto il titolo sportivo ad una nuova società in un percorso difficilmente conciliabile con quello del Tar. Il rischio, infatti, è che il tempo diventi troppo poco per chiunque volesse avventurarsi. —

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