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oltre il danno la beffa? 

Riforma in vista, ora il Carpi può finire a tre categorie dai tornei professionistici

Fabio Garagnani
Riforma in vista, ora il Carpi può finire a tre categorie dai tornei professionistici

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Oltre il danno la beffa: una eventuale conferma dell’esclusione dalla Serie C da parte del Tar del Lazio rischia di spingere infatti il Carpi lontanissimo dai campionati professionistici, come non lo è mai stato da quando nel 1952 il lodo Barassi vi incluse la Serie C. Il presidente della Figc Gabriele Gravina sembra voler accelerare sulla strada della riforma dei campionato e la scala del calcio potrebbe cambiare in un paio di stagioni. Perdere ora la categoria potrebbe rivelarsi una vera e propria sciagura. Una ragione in più per augurarsi un ribaltamento da parte del Tar. Se non ci fosse, il Carpi rischierebbe di scivolare molto in basso.

LA RIFORMA

La bozza di riforma, presentata dal presidente Gravina al Consiglio Federale di martedì, rimarrà tale fino all’Assemblea straordinaria di novembre, ma la strada sembra tracciata, con l’obiettivo di dare stabilità e sostenibilità al calcio nazionale. Se i principi fossero accettati, già nel 2022-23 la terza serie nazionale verrebbe smembrata in una Serie C d’Elite, a regime professionistico come nelle categorie superiori, e una Serie C a due gironi dove si parteciperebbe in forma semiprofessionistica, con un contesto normativo tutto da creare. Sotto, una Serie D d’elite a due o tre gironi (alla quale accederebbero le seconde, terze e quarte della Serie D 2021-22, al netto di eventuali play-off) e la Serie D a 6 o 7 gironi (rispetto ai 9 attuali). Ancora più sotto l’Eccellenza.

IL CARPI

Tutto dipenderà ovviamente dagli scenari che si apriranno a seguito della sentenza del Tar, e dai tempi che si darà la stessa riforma. Se davvero si partisse subito, come nelle intenzioni di Gravina, nel caso in cui il ricorso venisse accolto, il Carpi disputerà la Serie C giocandosi la possibilità di entrare nella C d’elite che si costituirebbe nel 2022-23 centrando uno dei primi 4-5 posti. In caso di arrivo tra gli ultimi tre, scivolerebbe in Serie D d’elite. A bocciatura confermata, una nuova società avrebbe la possibilità di iscriversi direttamente in D o in Eccellenza. In quest’ultima ipotesi, cioè la peggiore, senza l’immediata promozione il Carpi si ritroverebbe la stagione successiva con tre categorie tra sé e il professionismo. Fino ad oggi è un evento che non si è mai verificato. —



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